#sisuicidaperchègay

11 Ago

Ennesimo dramma della discriminazione avvenuto nella Capitale. L’episodio è l’ennesimo del genere accaduto a Roma.
Nei mesi precedenti un 15enne gay, a novembre scorso, si era ucciso impiccandosi nel bagno della casa dei nonni,  lo scorso maggio un 16enne aveva tentato di togliersi la vita lanciandosi durante la ricreazione dalla finestra dell’istituto scolastico che frequentava.
Venerdì, invece,
un 14enne si è lanciato dal terrazzo del suo condominio lasciando scritto:
«Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia».
Nella lettera lasciata alla famiglia, il ragazzo ha raccontato di essere arrivato a questa tragica decisione in seguito a numerose prese in giro da parte dei suoi compagni di scuola.
Aperto un fascicolo contro ignoti, non si esclude l’accusa di istigazione al suicidio.

Purrtoppo il ragazzo è l’ennesima vittima di quell’omofobia che ancora in molti, troppi,  negano. Un’omofobia che è diventata una grave emergenza, e che non può più essere negata.
Questa vicenda avviene nel mezzo del dibattito sulla legge contro l’omofobia, in questi giorni è stato redatto un provvedimento, la cui approvazione è saltata dal programma di agosto e rinviata a dopo la pausa estiva del Parlamento.

Il presidente della Camera Laura Boldrini in una nota in cui esprime il cordoglio ai familiari del quattordicenne suicida ha dichiarato: «Ho fiducia che la Camera saprà trovare alla ripresa il modo per dare risposta alle attese e varare con la più larga maggioranza una legge che ci allinei agli altri Paesi dell’Unione Europea».
A quale cifra occorre arrivare per superare le resistenze di chi non vuole una legge di questo tipo?.
Il maschilismo criminale è alla base dell’omofobia e del femminicidio.
Recentissima la notizia che i
l governo è sceso in campo contro la violenza sulle donne, il Consiglio dei ministri approva il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al femminicidio. Promessa fatta…e realizzata (complimenti).
Ora è urgente intervenire legislativamente contro l’omofobia.
Di sicuro non si risolve tutto con una legge, ma una legge è importante per capire (a chi ancora non l’avesse ben inteso) che l’omofobia è una cosa sbagliata, e che può uccidere. Gli insulti, come queeli subiti da molti ragazzi (e non solo) possono diventare un’istigazione al suicidio, occorre una legge repressiva, occorre, però, un intervento sul piano culturale in modo da modificare il modo di pensare.

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