#CercasiStagista

26 Ago

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Siamo i primi in classifica! Non una delle migliori classifiche, però..
Le maggiori richieste per svolgere uno stage presso la Commissione europea arrivano dall’Italia, sono circa 4100 domande solo per la sessione di ottobre 2013, su un totale di 18mila domande pervenute.
Seguono Portogallo e Spagna, non a caso altri due tra i Paesi europei più colpiti dalla crisi economica che incombe sempre più pesantemente, mentre la Grecia, altro paese in crisi, arriva a 796 richieste.
Il primato italiano non si ferma solo all’ultima sessione di stage, andando a ritroso nel tempo, e controllando
la sessione di marzo 2013, gli italiani mantengono il gradino più alto del podio!! Sono circa 2500 le richieste inviate dal Bel Paese, seguito questa volta da Spagna e Grecia, rispettivamente seconda e terza.
Di conseguenza anche gli stagisti più numerosi che si aggirano per i corridoi della Commissione europea sono proprio gli italiani, niente male, soprattutto se si tiene conto che a Bruxelles gli stagisti guadagnano (..se è il caso di usare il termine guadagno o meno) l’esorbitante cifra di 1.000 euro al mese.
Giovani laureati, competenti, e magari con un master, sfruttati (in nome della flessibilità) tanto nel settore pubblico che in quello privato.
In Italia ci sono 500mila stagisti (sottopagati e senza garanzia di assunzione) che vengono sballottati da uno stage all’altro da datori di lavoro sciacalli che vogliono evitare la scocciatura dell’assunzione. Secondo i dati del Rapporto Excelsior Unioncamere solo uno stage su dieci si trasmuta in lavoro.
Il settore in cui è più facile trovare conferma è trasporto, logistica e magazzinaggio.
Le speranze di chi sta in industria, sanità e istruzione si affievoliscono con possibilità di assunzione che variano dal 28 al misero 6%.
Attualmente i laureati italiani sono solo il 20 per cento degli occupati in Italia, contro la media europea del 34,7%.
Spesso i nostri giovani fanno lavori sotto qualificati, ovvero svolgono attività dove servono competenze inferiori.
Chi inoltre fa pratica nelle grandi aziende ha più possibilità di esser assunto con un 13,6% di speranze per entrare in aziende con oltre 50 dipendenti.
E poi non si dica che i ragazzi italiani non sono disposti a tutto
per trovare un lavoro, ricordando i “bamboccioni” di brunettiana memoria (arrivando fino agli “sfigati” di Martone).


#Simone

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