#L’infelicitàAiTempiDiFacebook

26 Ago
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Con l’interferenza sempre maggiore della tecnologia nella vita quotidiana delle persone capita di tutto. Ad esempio, può accadere addirittura che i nostri umori siano determinati dalla visualizzazione dei ‘feed’ di Facebook. Pertanto, se qualcuno di voi inizia a sentirsi infelice dopo aver effettuato il proprio accesso, non vi è nulla per cui preoccuparsi: non siete gli unici!

 

A garantirlo è uno studio portato avanti dallo psicologo statunitense Ethan Kross, il quale ha appunto analizzato scrupolosamente gli effetti del social network sui giovani adulti. Per due settimane lo psicologo ha seguito la vita di 82 studenti universitari, domandando loro, in vari momenti della giornata, come si sentissero dopo i continui collegamenti al social network; la risposta era per tutti sempre la stessa: più usavano Facebook, maggiore era il loro stato di malessere. Questa condizione, spiega Kross, non può essere ricollegata unicamente al fatto che i fruitori si sentivano soli nel mentre iteravano i loro accessi; indubbiamente la solitudine li spingeva a ripetere il ‘log-in’ più di una volta, ma non è questa la motivazione principale della loro infelicità.

 

Gli stessi psicologi che hanno preso parte allo studio sono ancora abbastanza confusi e non riescono a fornire un’unica risposta: i social network propongono infatti una nuova forma di interazione fra le persone il cui funzionamento, assieme alle ripercussioni sugli stati d’animo, non risultano ancora essere abbastanza chiari. Altri studi precedenti e paralleli a quest’ultimo propongono vari accenni di soluzioni: secondo alcuni Facebook contribuisce ad un maggiore attivismo politico, come testimonia il successo delle numerose pagine di movimenti; secondo altri, invece, il social network può causare depressione ed anche una certa invidia nelle persone. Basti pensare a quella necessità impellente, che è oramai consuetudine, di mostrare al mondo intero, tramite foto e status, ogni istante della propria vita perfetta, almeno in apparenza. È forse anche questo un modo per cercare di esorcizzare una profonda solitudine dell’animo?

 

 

#Michela

 

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3 Risposte to “#L’infelicitàAiTempiDiFacebook”

  1. wwayne agosto 26, 2013 a 4:14 pm #

    Io non ho una pagina Facebook, ma talvolta mi capita di andarci per guardare i profili delle persone che ho perso di vista, sia ex fidanzate che amici.
    A questo proposito, ti dirò che mi ferisce particolarmente quando guardo le loro foto e mi accorgo che non solo non conosco le persone con cui la mia ex o il mio amico si sono fatti fotografare, ma neanche quelle che cliccano “Mi piace”, nemmeno quelle che commentano… quando succede questo allora vuol dire che l’ intera vita sociale e affettiva di quella persona é diventata un mondo estraneo per te. Ti senti terribilmente escluso.
    Una sensazione simile l’ ho provata il mese scorso, quando ho guardato il profilo Facebook del mio storico compagno di banco del liceo. Ha postato delle foto di lui ad Oslo: pensavo ci fosse andato in vacanza, invece leggo i commenti e cosa scopro? Che ci sta facendo l’ Erasmus… soltanto pochi anni fa lui mi diceva anche cos’ aveva mangiato per colazione, e adesso anche una novità gigantesca come questa l’ ho scoperta per puro caso e per di più via Facebook…
    La mia esperienza con i social network sembrerebbe dar ragione alla ricerca cui facevi riferimento nel tuo post, ma ritengo le conclusioni cui essa é giunta assolutamente esagerate. Se ci fosse anche solo il remotissimo rischio che Facebook possa generare un miliardo di depressi, verrebbe chiuso nel giro di un’ ora. Perché é vero che attorno a questo social network gravitano degli interessi economici non indifferenti, ma é anche vero che in questo momento la tutela della salute é altissima (quasi) ovunque, e quindi al minimo sospetto di nocività per la salute fisica o mentale vengono subito prese delle contromisure drastiche. Se poi si rivela un falso allarme, beh é valsa la pena di correre il rischio. E sinceramente la penso così anch’ io.
    Altro lato negativo di Facebook: diminuisce gli argomenti di conversazione. In che senso? Cerco di spiegarlo.
    Prima di Facebook, quando cominciavi a conoscere una persona tu di essa conoscevi solo poche informazioni fondamentali (nome, cognome, età eccetera), e di conseguenza lei per te era un territorio inesplorato, un libro ancora da leggere, un mondo sconosciuto. Lo stesso valeva per l’ altra persona, e quindi avevate mille cose di cui poter parlare: film preferiti, libri, musica eccetera.
    Facebook ha ucciso tutto questo, perché adesso, quando 2 persone iniziano a conoscersi, questi dettagli li scoprono “scavando” nei rispettivi profili Facebook, non parlandone a voce. Così, quando queste due persone avviano una conversazione, non possono più tirar fuori delle domande per rompere il ghiaccio del tipo “che film ti piacciono” o “che musica ascolti”. E se anche le tirano fuori e cominciano a parlarne, l’ uno sa già cosa risponderà l’ altro, e quindi non c’é più l’ effetto sorpresa.
    Facebook ha eliminato quella che gli inglesi chiamano “small talk”, la conversazione su argomenti di poca importanza che serve a creare un’ atmosfera rilassata tra 2 persone. Sei d’ accordo?

    • hashtagnews agosto 26, 2013 a 9:29 pm #

      Certo. Facebook, come qualunque altro social network, è un’arma a doppio taglio: bisogna farne un uso equilibrato e ponderato. Vi è una linea sottile fra la vita virtuale e la vita reale e questo è un rischio per i giovanissimi, che ne fanno un uso spropositato e malsano. Nella versione inglese vi è addirittura un nuovo filtro di ricerca che va contro ogni principio di riservatezza e utilizzo ‘sano’ del mezzo, ossia, è possibile usare una serie di parole chiave per ricercare persone con determinati gusti (musicali quanto sessuali) in determinate zone. Questa opzione sta per arrivare in Francia e credo sarà presto disponibile in Italia. A questo punto avere un account Facebook o averne uno su Badoo o un qualsiasi altro sito del genere sarà la stessa cosa.

      • wwayne agosto 26, 2013 a 9:34 pm #

        Già m’ immagino la scena:
        Step 1: Un allupato usa il motore di ricerca che mi hai descritto per trovare delle sciacquette nella sua stessa zona;
        Step 2: Ne trova una, e comincia ad informarsi su dove vive, dove lavora, eccetera;
        Step 3: Utilizza queste informazioni per creare un finto “incontro casuale”;
        Step 4: Parte il corteggiamento. Riuscirà il nostro eroe ad andare in buca? Beh, stiamo parlando di una sciacquetta, quindi il “lieto fine” é abbastanza scontato… Grazie per la risposta! : )

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