#IntervistaAlPoetaBartolomeoErrera

27 Ago


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Bartolomeo Errera, napoletano, classe 1949, poeta, romanziere e narratore di fiabe.
Nel 1988 pubblica la sua prima opera, “Storie vere”, una raccolta di favole con la quale vince il Premio Milano e viene successivamente nominato personaggio dell’anno nell’ambito della narrativa per ragazzi.
Seguono 13 poesie ed un racconto in una antologia della casa editrice Rupe Mutevole; poi arriva “Dervisci”, silloge, e “Danal”, romanzo d’amore ambientato nel medioevo (editi entrambi da Guida).
Di imminente uscita “Una splendida giornata di pioggia” e “Black Ship”.

«Studio e racconto il concetto di Tempo nella vita dell’essere umanospiega Bartolomeo –  il Tempo, veloce ed inesorabile, più veloce persino dei sogni, scandisce costantemente gli attimi della nostra vita.
Osservo l’importanza che ha sulla società, sulla famiglia e sulla crescita dell’individuo.
Un richiamo ad un Tempo passato, che non è mai né malinconico né nostalgico, ma semplicemente una spinta utile ad un miglioramento.
Per un’evoluzione in chiave positiva è necessario uno sguardo in dietro, in modo da  rivivere, rivedere e ripensare le proprie esperienze, così che siano utili per il proprio futuro».

L’Uomo è un altro degli argomenti principali delle Sue opere..

«Sì. L’uomo è un altro dei temi centrali dei miei romanzi e delle mie poesie. Un Uomo al centro di tutto, con i suoi desideri, la sua realtà, le sue introspezioni ed il suo Tempo.
Oltre all’Uomo ricorre spesso anche un’altra parola chiave in quello che scrivo, Mare.
Il Mare come espressione di libertà, di indomabilità, di libertà
(proprio come i versi delle sue opere, n.d.r.). Mare è per me una parola davvero importante, così come è importante il contatto con tutti i suoi elementi. Un qualcosa di profondo, viscerale, potente».

Le Sue poesie sono rintracciabili anche in “rete”, anche Lei si è avvicinato al mondo di internet..

«La mia impostazione rimane sempre e comunque quella classica. Inizio con carta e penna. Parto dal foglio scritto per arrivare alla trascrizione al computer.
Alcuni dei miei scritti, poi, li diffondo esclusivamente tramite internet, come sul sito
portfoliopoetico.com o scrivere.info, un piacevole angolo di web poetry dove le mie poesie raggiungono un notevole numero di visite.
Inoltre, già da qualche tempo, ho un mio canale ufficiale su Youtube e una pagina fan su Facebook, entrambe con il mio nome, dove si possono trovare continui aggiornamenti sulle mie poesie, i miei libri e i festival, per un rapporto senza filtri con i miei lettori».

Un poeta moderno, quindi, che non disdegna le nuove tecnologie.
Quale è il Suo rapporto con il web?

«Rispetto, curiosità, scambio, timore e distanza. Un utile affiancamento alla poesia su carta, ma non di certo alternativa al libro.
Gli autori che scrivono per il web impostano pensieri e parole in maniera differente, per una fruizione più immediata, a volte anche troppo frettolosa, ma non per questo meno rilevante. Semplicemente diversa.
Tramite il web il poeta può godere di un apprezzamento quasi diretto con il suo pubblico, che può fargli arrivare il suo giudizio tramite i siti e i social network.
Un riscontro che con la carta non si può ottenere, la vendita di un libro non può farti capire realmente se un prodotto possa esser piaciuto o meno a chi lo ha acquistato
».

Il web regala ulteriori possibilità di spazi agli autori?

«Sì, grazie al web si sono creati nuovi spazi, soprattutto per i più giovani che si avvicinano a questa forma d’arte.
Credo che ogni individuo tra i 0 ed i 20 anni almeno una volta nella vita abbia scritto una poesia. La poesia è nel dna dell’italiano.
Ma purtroppo la poesia non fa mercato, non ha un interesse economico, e quindi non ha un’adeguata diffusione.
E così io invito gli autori di romanzi ad inserire tra le pagine dei loro racconti, così come faccio io con i miei, alcune poesie, in modo da rieducare il lettore a questo piacere
».

Un poeta con una modernità rispecchiata, oltre che dall’utilizzo del web, anche dai tatuaggi..

«Il tatuaggio è indubbiamente un espediente per fermare il tempo, e io l’ho fermato su di me con tre immagini, l’Ankh, la chiave egizia, simbolo legato all’uomo (Tempo e Uomo, i miei argomenti costanti); il segno del Tau, elemento che compare anche nel mio romanzo Danal, e appunto il nome Danal».

Quali sono i Suoi ultimi impegni letterari?

«Sto finendo di scrivere un nuovo romanzo, “Mio figlio non parla più”, in uscita tra qualche mese. Lo scorso novembre sono stato il Presidente del Premio Città di Raddusa (CT). Dal 20 al 25 aprile sono stato ospite presso“Una nave di libri per Barcellona”, minicrociera letteraria in collaborazione con Grimaldi Lines.
A maggio sono stato a Reggio Emilia, alla Mostra di pittura e reading poetico dell’Associazione Culturale Iris, cui a settembre parteciperò in concorso per il Premio di narrativa e poesia».

#Simone

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