#TheScarProject

27 Ago
Immagine

 

The Scar Project (Surviving Cancer Absolute Reality) – Breast Cancer is not a Pink Ribbon: stiamo parlando non solo di una campagna di sensibilizzazione, ma di qualcosa di più. Stiamo parlando di cancro al seno, di storie di donne che sono sopravvissute, di bellezza profonda e di forza.

 

‘Il cancro al seno non è un nastro rosa’, già: non si tratta di un semplice segno indelebile, di un marchio a fuoco, tremendo, quale la cicatrice che persiste, imponente, a ricordare giorno dopo giorno, ogni qualvolta la si guarda, tutto il dolore passato; non si tratta di un oltraggio perpetuo al proprio corpo, di una violazione di questo, di una negazione della sua bellezza e del suo potere.

 

Nel progetto del fotografo di moda David Jay vi è qualcosa di più, di segno positivo: al di là della sofferenza e dell’abbattimento, queste fotografie vogliono sì essere una lucida testimonianza di un difficile trascorso, ma anche un omaggio al coraggio delle donne che hanno sconfitto questa terribile malattia. A mostrare il proprio corpo e la propria intimità sono state donne provenenti da tutto il mondo, di età compresa fra i 18 ed i 35 anni. Questi ritratti, che saranno esposti a Houston, Stati Uniti, a partire dal prossimo 17 ottobre, sono lo specchio veritiero di tante storie che, nelle singole diversità, sono accomunate dall’ombra di un segno perpetuo (il ‘pink ribbon’) che tuttavia rievoca piccole, grandi vittorie personali.

 

Ogni ritratto è al contempo una testimonianza realistica della sofferenza e del ‘risveglio’, della paura e della dignità mai persa, nonché ricordo perpetuo di una vittoria per chi si era vista sottrarre la propria identità, assieme alla femminilità ed alla sessualità: non tutto è perso per sempre. Queste foto raccontano non solo il ricordo doloroso ma anche e soprattutto la gioia della rinascita.

 

 

#Michela

 

 

 

 

 

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6 Risposte to “#TheScarProject”

  1. Beatrice settembre 11, 2013 a 7:05 pm #

    ma vogliamo vedere anche i sopravvissuti di tumore alla prostata!!! non capisco questa iniziativa, questa corsa a farsi immortalare dalla macchina fotografica, non concordo con l’esposizione del proprio corpo alla curiosita’ morbosa di chi, “sano”, si sente al sicuro; non concordo con lo sbattere in faccia la guarigione a chi non ce la fa a guarire: vuole essere un incoraggiamento ma non lo e’, perche’per loro il dolore non e’ passato, sono molto oltre la stupida cicatrice, sono carne da macello; non concordo con questa mentalita’ che mette la donna in vetrina, bella, brutta, sfigurata, oltraggiata..beati gli uomini, evviva uomini e donne che mantengono il loro riserbo ..non vedremo mai prostate e parti intime maschili esposti cosi’

    • hashtagnews settembre 12, 2013 a 9:50 pm #

      Cara Beatrice, io personalmente non ho visto in questa iniziativa l’intento di “mettere in vetrina” il corpo femminile per soddisfare la mera curiosità morbosa di alcuni, perpetuando magari anche il dolore di chi non ce la fa; e da spettatrice esterna non ho avuto tanto la percezione del sentirmi al sicuro (chi, del resto, al giorno d’oggi, lo è?). Al contrario, queste foto mi hanno fatto riflettere ancora di più sul valore della vita, sulla sua precarietà, sulle sofferenze e sulla forza che in molti casi il dolore, paradossalmente, può far scaturire. Alle volte una condizione essenziale, di fronte a tumori ed altre malattie, è la volontà-capacità di reagire che parte dalla mente e si estende al corpo, condizionandolo. Queste foto non sono, per me, una beffa a chi non ce la fa a guarire. Sono piuttosto un felice esempio, uno sprono a non demordere, mai. I corpi ritratti saranno pure “oltraggiati” nella loro fisicità, ma restano vigorosi, belli, anzi, stupendi, perché non si sono abbattuti alla decadenza, ma hanno lottato. Queste foto danno voce a questi corpi che diventano la rappresentazione concreta di uno stimolo attivo. Ciò vale per il corpo femminile quanto per quello maschile, senza alcuna differenza di genere. Questo è il mio pensiero, in pillole, a riguardo. Ben felice di aver stimolato un punto di vista differente: il confronto è sempre costruttivo.
      #Michela

  2. Barbara settembre 12, 2013 a 7:23 pm #

    ovviamente avete cancellato….prevedibile…i commentinegativi non ci piacciono, vogliamo solo applausi
    penoso

    • hashtagnews settembre 12, 2013 a 9:53 pm #

      Non avevo visualizzato il commento, quindi non l’avevo letto né, di conseguenza, approvato: nessuna cancellazione. Accettiamo tutti i punti di vista e rispondiamo sempre con piacere a chiunque, senza censure. Confrontarsi è sempre importante e può essere spesso una fonte di ulteriore arricchimento.
      #Michela

  3. paolo marchi settembre 16, 2013 a 7:23 pm #

    Trascrivo: “queste fotografie vogliono sì essere una lucida testimonianza di un difficile trascorso, ma anche un omaggio al coraggio delle donne che hanno sconfitto questa terribile malattia”.
    Coraggio? Ci sono anche donne che hanno combattuto, lavorato quasi fino all’ultimo respiro e avrebbero voluto farsi fotografare così, invece sono salite in cielo e in terra hanno la loro famiglia che magari era anche composta da un paio di bambini di pochi, e non solo da un marito.

  4. paolo marchi settembre 16, 2013 a 7:23 pm #

    di pochi anni, bambini di pochi anni

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