#AlessandroPrete,IlBuonCattivo

29 Ago

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Alessandro Prete è figlio d’arte, suo padre è stato un noto attore di film poliziotteschi degli anni ’70. Fin da ragazzo ha deciso di seguire le orme paterne dedicandosi al mestiere dell’attore, diventando così, in breve tempo, uno tra i più interessanti interpreti della nuova generazione.
È noto al grande pubblico per aver lavorato in numerose fiction di successo, come Distretto di Polizia, Carabinieri, Incantesimo, Romanzo Criminale, Crimini 2, e Rex.

Quanto l’essere romano ha influenzato la tua recitazione?

«Devo dire che la mia romanità mi ha agevolato in alcune interpretazioni, come quando ho recitato nella fiction Vite a perdere, alla quale sono molto legato, o come accaduto per la serie tv Romanzo criminale.
In quelle occasioni la mia romanità mi ha aiutato a creare i personaggi, anche se la romanità riprodotta in Romanzo Criminale è quella di tutt’altra epoca, una Roma degli anni ’70, molto diversa da quella attuale, in quel caso ho dovuto realizzare uno studio sul gergo, sulla cadenza, e sui modi, diversissimi da quelli dei giovani di oggi
».

Molto spesso vieni chiamato a recitare nei panni del il personaggio del “Cattivo”..
«Beh, sì, molto spesso mi capita di interpretare il ruolo del cattivo. Devo ammettere che già per motivi fisici sono portato per questa parte, e dopotutto sono molto riconoscente a questo ruolo che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere dal pubblico, un ruolo che mi gratifica, e per il quale mi diverto a lavorare cercando di non cadere mai nei soliti clichè».

Cinema, tv, e anche molto teatro, che oltre a vederti nei panni di attore ti vede anche in qualità di autore e regista.
«È sempre molto difficile far sì che il lavoro di un giovane autore giri in circuiti importanti, ma fortunatamente ho avuto il  piacere di arrivare anche a questo obbiettivo, e sono stato premiato dagli spettatori. Tante sono le soddisfazioni che mi prendo grazie al teatro, luogo che adoro, e che attraverso il quale posso sperimentare molto. Un luogo dove trovo il giusto equilibrio recitativo per poi tornare ad interpretare il ruolo del cattivo per il cinema e per la tv. È qui che ho imparato la disciplina della recitazione, è qui che ho fatto la mia gavetta».

Cosa è cambiato in questo ambiente dai tempi dei tuoi esordi ad oggi?
«Purtroppo ora c’è meno lavoro, e ci sono molti meno soldi. Non ci sono più in questo ambiente produttori che investono di tasca propria, né che hanno il coraggio di rischiare, e la qualità si è abbassata.

Sta scomparendo del tutto la meritocrazia, ma certo non racconto nulla di nuovo e non voglio neanche annoiare con i soliti discorsi. Quando ho iniziato c’erano molte più possibilità e molte più alternative, invece ora si litiga per le briciole.
Non me la sento di andare a scioperare o di protestare sui red carpet, non sono per questo genere di intellettualismi, penso che i cambiamenti si facciano sul campo.
Quello che guadagno con la tv lo rinvesto nel teatro, nella mia associazione culturale, la Nuovo Rinascimento, attraverso la quale permetto ai giovani di avere l’occasione di salire sui i palchi di ottimi teatri
».

Un consiglio per i giovani attori?
«Ho avuto fortuna, ma ho fatto anche tanta gavetta, e la gavetta è importante per la crescita personale. Anche se per un periodo posso “stare fermo”, mi sono costruito un mestiere che mi permette comunque di lavorare, ed è per questo che ora riesco a scrivere ed a dirigere, oltre che ad insegnare, come faccio presso l’Accademia Corrado Pani.
Mi sento libero dal sistema, e questo spirito lo voglio insegnare. Non esistono carriere e strade facili, occorre realmente “costruire” il mestiere di attore, non ci si improvvisa tali. Io lo reputo come un mestiere artigianale, e come tale si impara giorno dopo giorno».

Prossimi impegni lavorativi?
«Ho da poco finito di girare, come attore, un film per il cinema, il titolo è  La banalità del crimine; a breve reciterò in due spettacoli in cartellone al Teatro Eliseo di Roma, Paura d’amarsi, in programma per i primi giorni di novembre, mentre a marzo reciterò in uno spettacolo su Frida Kahlo, dove sarò impegnato anche come regista».

#Simone

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