#BrasileIndipendenzaeProteste

8 Set

 

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Il 7 settembre del 1822 il Brasile dichiarava la sua indipendenza dal Portogallo, dopo 322 anni di dominazione coloniale. Nella giornata di ieri, proprio quando il Paese si accingeva a celebrare il ricordo della sua indipendenza, vi sono state proteste in ben 135 città, sulla scia dei disordini inaugurati nel mese di giugno di quest’anno. Di fronte alle celebrazioni ufficiali del Giorno dell’Indipendenza, tantissimi brasiliani hanno preferito disertare e sabotare le cerimonie istituzionali per continuare a gridare il proprio dissenso contro le politiche antidemocratiche di un Paese che perpetua sempre più le diseguaglianze sociali. In particolare, a Rio de Janeiro, la tensione è stata altissima: diversi manifestanti sono stati arrestati ed altri sono rimasti feriti durante i duri scontri con la polizia che hanno portato all’interruzione della parata militare dove era presente anche il Presidente Dilma Rousseff.

Le motivazioni del malcontento popolare sono ricollegabili agli attuali e preoccupanti problemi del Paese, particolarmente visibili e sempre più paradossali se si pensa alla prossimità di eventi quali le Olimpiadi ed i Mondiali: malfunzionamento dei trasporti pubblici, gravi ed evidenti mancanze nel sistema sanitario, educativo, lavorativo. Appena tre mesi fa Carla Dauden, una filmaker 23enne, aveva fatto conoscere al mondo intero, con un breve video su Youtube, le reali condizioni di vita del Brasile e le effettive urgenze, criticando aspramente la scelta del governo di sperperare soldi per Mondiali ed Olimpiadi. La Dauden non metteva in discussione la grandiosità degli eventi in sé, semplicemente mirava a dimostrare come questi non fossero una priorità per un Paese che chiedeva altro. Oggi i brasiliani non hanno bisogno di stadi, feste e parate militari, ma di educazione e diritti. Non è necessario che il Brasile impressioni il mondo: c’è già stato tempo per questo e di memoria ce n’è abbastanza. Bisogna sfatare il mito del Paese paradisiaco dove s’incontrano belle donne, calciatori e spiagge da sogno. Il Brasile è un Paese dove esiste un forte divario fra la incalzante crescita economica e la scarsa alfabetizzazione, unita alla mancanza di personale tecnico qualificato. Quello che serve, dunque, è ben altro: in primis istruzione, cibo e salute; lavoro e vite dignitose.

#Michela

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