#ViaggioASintra

14 Set

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Sintra (Portogallo) – Quando nel lontano 1809 Lord Byron giunse a Sintra, se ne innamorò all’istante e la paragonò al suo paradiso terrestre. Anche Richard Strauss, proveniente dalla sfavillante Vienna imperiale, rimase totalmente incantato ed espresse un giudizio favorevole, dicendo che Sintra era la cosa più bella mai vista prima. Per chi non la conoscesse, Sintra è una piccola cittadina portoghese appartenente al distretto di Lisbona ed eletta a Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995.

Diverse volte mi era capitato di leggere e sentire apprezzamenti entusiastici su questa città da chi già aveva avuto la fortuna di visitarla. Prima di arrivarci non riuscivo a comprendere il perché di così tanto stupore ma poi, una volta giuntavi, mi è bastato mettere il piede fuori dalla stazione e sollevare lo sguardo per capire immediatamente.
Quello che mi sono trovata davanti era uno scenario mai visto prima, senza paragoni: tutte le fantasie che da bambina avevo elaborato sui regni incantati dove prendevano forma le storie di principi e principesse che amavo tanto leggere ora avevano concretezza ed un nome.
Sintra è il riflesso di un Portogallo onirico, poliedrico e colmo di storia: è magica e romantica, con i suoi boschi sognanti e rigogliosi; vivace e semplice, grazie alle casette dalle tinte color pastello; nobile ed aristocratica, con palazzi maestosi che sbucano fuori, quasi per incanto, da una fitta vegetazione. Tutto questo fa di lei una piccola città dallo splendore unico, a soli 20 km dalla capitale.
Una fresca aria d’altura, che non ha niente a che vedere con i venti atlantici di Lisbona e delle sue località costiere, rende ancora più gradevoli i già incantevoli paesaggi: i lisboetas stessi sono soliti rifugiarsi qui per riprendersi dalle calde estati della capitale lusitana. Nella mite Sintra, infatti, si respira anche nelle giornate più afose e sul far della sera una nebbia fitta cala sui tetti delle case, quasi per magia: così, il fascino aumenta ed il confine fra sogno e realtà si fa sempre più labile ed impalpabile.
In questo vortice di colori, in cui convivono armoniosamente natura ed architettura, si delinea un ricco ed antico profilo storico: la posizione geografica favorevole ha dato impulso agli insediamenti fin dall’età preistorica; in seguito Sintra ha conosciuto la dominazione dei Romani, poi quella dei Mori, fino a divenire meta elegante di artisti e scrittori ottocenteschi provenienti da tutta Europa, nonché residenza estiva dei reali portoghesi a partire dal XIX secolo.

In caso di una visita a Sintra è d’obbligo una doverosa sosta presso la “Fabrica das verdadeiras queijadas da Sapa”, un’antica pasticceria famosa in tutto il mondo per le “queijadas”, deliziosi pasticcini al formaggio tipici del posto.

#Michela

 

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