#AddoStinguGliOminiDeNaOte?

28 Set

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Più o meno all’età degli attuali velini di Striscia La Notizia, Elia e PierPaolo, mio nonno Antonio stava in guerra.

Dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale fu spedito sul fronte francese da un paesino dell’Abruzzo per difendere il nostro Paese, ma non credo avesse una reale consapevolezza dell’allora situazione geopolitica.

Lui era un coraggioso. Quando gli fu ordinato di andare a compiere un lavoro “d’onore”, abbassò il capo e partì.

Furono anni duri, lontano da casa, senza possibilità di comunicare con i propri cari se non sporadicamente attraverso lettere, che oggi io custodisco a casa come fossero pezzi da museo. Il suo rientro in patria non fu semplice.

Destinato ad un campo di prigionia tedesco, riuscì a scappare dal treno che lo stava trasportando, non senza il beneplacito di alcuni ferrovieri francesi.

Dopo varie peripezie portate avanti con successo grazie ad una conoscenza “ipermaccheronica” della lingua dei nostri vicini d’oltralpe, riuscì a non farsi  riacciuffare dai soldati nemici (fino a poco tempo prima amici).

Camminò, sostò e mal riposò in luoghi sconosciuti che mai avrebbe pensato di calpestare con le proprie scarpe, o meglio piedi, perché spesso così fu, data l’impossibilità di comprarne di nuove.

Si rifugiò infine in Svizzera, nella cittadina di Sankt Gallen, dove fece svariati lavori e lì attese la fine della maledetta guerra.

-Ritorno al presente-.

Accendo la TV, vedo lo stacchetto dei velini e un profondo senso di pena mi assale, perché fatico a comprendere questo nuovo tipo di uomo in vetrina, che in ogni caso va rispettato, in quanto lavoratore.

Da una parte godo sì, perché mi sembra la giusta punizione per aver non dico costretto, ma comunque indotto noi donne a mostrare tette e culi in onda, dall’altra dico: “Per favore, richiamate la Nargi, fatelo per il bene e la salvaguardia del genere maschile”

E così, mi sono ritrovata anche io a ripetere quella frase che ho sentito tante volte in bocca a mia nonna e che io da sempre rifiutavo di prendere in considerazione, ovvero  “Addo stingu gli omini de na ote?”, (mi limito alla versione abruzzese).

La mia pena è inoltre direttamente proporzionale alla quantità di provini degli aspiranti velini scartati, che vengono mandati in onda, mostrando il peggio del peggio della categoria.

Nessun perbenismo, nessuna ipocrisia, solo taaaanta taaanta mancanza dell’uomo “acqua e sapone”.

#Silvia

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