#LampedusaIsolaUmana

5 Ott

Quasi 8 anni fa, il 7 ottobre 2005, L’Espresso pubblicava “Io clandestino a Lampedusa”, un’inchiesta giornalistica sull’ immigrazione e la condizione dei clandestini nel centro di permanenza temporanea.

Sublime esempio di inside story, dove il giornalista riveste letteralmente i panni dei protagonisti della storia che vuole raccontare, il piano è stato quello di farsi rinchiudere nel centro di accoglienza tuffandosi dalla scogliera e facendosi ripescare.

È il 23 settembre 2005 quando Gatti si  butta in mare, e dopo quasi 5 ore qualcuno finalmente lo avvista.

Da quel momento si chiama Bilal Ibrahim el Habib, ha la barba lunga, i vestiti logori e parla arabo. È stato nel centro di accoglienza per 8 giorni,  ha vissuto con i clandestini e ha cercato di ricordare tutto, non potendo annotare niente; tutto quello che aveva visto in quel centro- ovvero tutto ciò che l’Italia nascondeva alle ispezioni del Parlamento Europeo e delle Nazioni Unite- Bilal ce l’ha raccontato.

Ci ha raccontato le violenze e gli abusi, ci ha fatto sentire l’eco degli schiaffi e quello delle risa.

Il centro è stato poi chiuso,  proprio per il clamore suscitato dall’ inchiesta, ma ancora una volta è stato il giornalista a essere indagato per false generalità. Nel 2010 poi è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”, ed è stata riconosciuta la predominanza del diritto di cronaca, sancito dall’art. 21 della Costituzione Italiana.

In questi giorni, Fabrizio Gatti scrive sul suo blog di firmare la petizione per la candidatura di Lampedusa al Premio Nobel per la Pace 2014:

Fuori dei centri di detenzione dove i sopravvissuti vengono rinchiusi per legge, del filo spinato, della reclusione fino a diciotto mesi, della politica estera incapace e inconcludente, Lampedusa è così. Gente che non fa differenza tra amici o nemici. Connazionali o stranieri. Cittadini o clandestini. Ecco perché una volta seppellite le decine e decine di morti e placate le polemiche, dopo aver premiato nel 2012 l’Unione Europea, colpevole assente in questa tragedia sulle sponde del Mediterraneo, il Nobel per la pace dovrebbe andare agli abitanti di quest’isola, capitale mondiale d’umanità.

Poco è cambiato da otto anni fa ma- anche se in Italia c’è qualcuno come Bossi che spera la sua legge non venga modificata perché unica barriera contro l’invasione dei clandestini- ci sono anche molte altre persone che non vedono barriere tra gli uomini,  e casualmente non sono politici.

Io ho firmato, firma anche tu.

#AntonellaSca

clandestini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: