#TostoFinoAll’ultimo,Reed

28 Ott

Immagine

Ringraziamo il destino per aver garantito a Lou Reed un’esistenza lunga 71 preziosissimi anni.

Non sono tanti, ma neanche pochi, per questo pezzo di storia della musica, che vanta il merito di aver umanizzato il genere rock, rendendo i suoi pezzi appetibili all’animo, prima ancora che l’udito, di molti comuni mortali.

Ha avuto come fan i Rolling Stones, The Doors, David Bowie, Bono e Iggy Pop.

Non era necessario  perciò attendere la sua morte  per ufficializzarne l’ingresso nella leggenda della musica.

C’era già dentro di brutto.

Stava fuori dalla categoria degli artisti sereni. Era la sua vita privata in primis a non esserlo.

Da adolescente il giovane Lewis Allan, figlio di una famiglia di origine ebraica, fu sottoposto ad un elettroschock, che avrebbe dovuto correggere la sua bisessualità.

Da allora in avanti, fu la musica a parlare al posto suo. E noi ne godiamo ancora oggi.

Indelebile e  provocatore di brividi sulla “pelle che abito” (per dirla alla Almodovar) è il pezzo Walk on the wild side, che ha accompagnato molti miei viaggi solitari in macchina.

Ammetto però di averlo cantato infinite volte, senza conoscerne realmente il testo e la traduzione.

Era la melodia che mi rapiva. Poi ho approfondito il significato delle parole.

C’era di mezzo un transessuale. Io c’entravo poco. Ma non importava.

Non ho mai suonato la chitarra. Ma se dovessi farlo, subito tra i miei obiettivi primari ci sarebbe la volontà di riprodurre il ritornello “And the coloured girls go, doo doo doo, doo …”.

Molti altri sono i successi di Lou, soprattutto nel periodo in cui faceva gruppo con i Velvet Underground.

Insomma gente di un certo livello.

Tuttavia il suo eclettismo musicale era tale che pochi mesi fa esternò al pubblico buone parole verso Kanye West.

Non sono mai stata una sua fan sfegatata. Parteggio per Bowie.

Farei volentieri a meno del bombardamento mediatico post mortem che è solito liquidare “i grandi” in pochi minuti d’orologio con parole prese in prestito dai fornetti del cimitero.

Preferisco ricordarlo in studio con i Metallica, alla veneranda età di 69 anni, quando  incideva insieme a loro l’album Lulu.

Tosto fino all’ultimo Reed.

#Silvia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: