#PassaggioABerlinoEst

9 Nov

Cetin Mert è un bambino turco di 5 anni. Vive a Kreuzberg, un quartiere della Berlino Ovest, insieme ai suoi genitori immigrati dalla città turca di Düzce. La mattina dell’11 maggio 1975, giorno del suo quinto compleanno, si reca con gli amici vicino al fiume Sprea.

Ecco che la palla con cui stanno giocando cade in acqua. Cetin si getta per recuperarla, trovandosi involontariamente nel settore est della città, quello sotto il controllo sovietico. Non è un abile nuotatore. Annega.

Arrivano i soccorsi dalla parte comunista, ma non sono autorizzati ad intervenire, perché Cetin è un abitante della Germania federale, divisa da quella attraverso il Muro. Il suo cadavere viene riconsegnato alla famiglia nei giorni successivi.

La ragione politica batte quella umana. Siamo in piena guerra fredda e Berlino è lacerata da un confine invalicabile, fatto di cemento e filo spinato, che non permette agli abitanti della parte Ovest ed Est di entrare in contatto fra loro, senza previa autorizzazione.

La Germania è stata così punita per la sua scelta scellerata di aver abbracciato il nazismo e poi scatenato la Seconda Guerra Mondiale. Ora la popolazione tedesca paga le sue colpe.

Il muro divide padri e figli, mariti e mogli, sorelle e fratelli, amici e conoscenti. Non c’è pena alcuna per le relazioni umane, che esso inevitabilmente smorza. Chi vuole clandestinamente recarsi da est a ovest è consapevole del fatto che può rimetterci la pelle.

Questa è la situazione fino al 9 novembre 1989, quando dopo 28 lunghi anni, il Muro cade. Il passato prossimo dei tedeschi diventa frettolosamente un ricordo.

Troppa è la voglia di tornare a trainare le lancette della storia. Oggi, in poco più di 20anni la Germania comanda nuovamente l’Europa. I resti del muro sono niente più che un’attrazione turistica.

Da parte mia, voglio ricordare questo anniversario  attraverso i versi di una poesia intitolata “Il Muro”, a cui sono particolarmente legata.

E’ stata scritta da Eleonora Danieli, una giovane autrice originaria di Latina, che oggi continua a compiere un gesto tanto coraggioso quanto passionale: quello di “metter per verso”. Così recita:

(…) Non importa sotto quale cielo tu sia

perché non esiste compromesso

che privi l’anima di un’agonia

senza chiederle il permesso.”

Immagine

(foto tratta dal libro di E.Danieli, L’anima non tace, Ibiskos, Empoli 2011)

Non sono versi facili da comprendere, ma ogni volta che li leggo immagino quelle due persone, due anime, divise e allontanate da un “compromesso”, il Muro.

La loro “agonia” di ritrovarsi, riabbracciarsi, non può venire meno, soggiacendo al congelamento di sentimenti che la storia impone loro.

L’anima è libera di soffrire, di rifiutare la propria punizione.

Vola e sorpassa i confini, anche quelli invalicabili.

L’anima vola.

#Silvia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: