#TonySky-1Culture1Love

16 Nov

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Tony Sky, rapper romano cresciuto tra i vicoli dei rioni della Capitale, si avvicina alla cultura Hip Hop nel 1995 tramite il writing, quando inizia a fare i primi graffiti sui muri di Roma. Subito dopo conosce la musica Rap. Nel 1999 iniziano i primi freestyle vocali, e nel 2000 le prime registrazioni. Nel 2004 arriva lo strett-demo del 2004 “Progetto Gorilla”, un demo che riscuote successo nell’underground romano. Nel 2006 fonda l’etichetta musicale “Gold Chain Records”. Nel 2007 il primo street-album ufficiale “I.W.A.”, e nel 2008 il doppio mixtape “Block Knowledge”, con la collaborazione di numerosi personaggi della scena italiana. Nel 2009, con la Gold Chain Records, stampa due vinili in limited edition.

Quanto è importante il potere della parola, e quanto forte è il potere della musica?

«Namastè (saluto usato in molti luoghi dell’Asia – ndr). La parola è molto importante. Un suono che rappresenta un concetto. Puoi usarlo in tanti modi, e in ogni modo puoi dare un messaggio, positivo o negativo. Sta a te scegliere. E così avviene anche nella musica. E nell’Hip Hop, dove la parola è importantissima. Occorre solo usarla con consapevolezza, sta lì il segreto per tenere il cosmo in mano. Parole e suoni che non si possono scegliere a caso. È necessario studio e ricerca, a testimonianza di un percorso consapevole».

Quanto conta il tuo credo nei tuoi testi, e quale messaggio vuoi che arrivi?

«La mia anima sta percorrendo un viaggio spirituale che include diverse dottrine. Meditazioni sui chakra, insegnamenti buddisti, mantra tibetani, animismo thailandese, preghiere alla Madonna. Perché non credo ci sia una via giusta o sbagliata. C’è solo lo studio spirituale che ti porta ad un elevazione interiore. E per quel che riguarda il credo nella cultura Hip Hop posso dirti che è molto importante. La cultura Hip Hop viene spesso considerata, in maniera sbagliata, solo musica o ballo. Invece dietro possiede un percorso sociale/culturale ricco e complesso, fatto di regole, storia, canoni, usanze, linguaggi.
Uno dei messaggi che da sempre porto nei miei brani è la descrizione e la valorizzazione del posto in cui si vive, la sua poetizzazione. Un semplice quartiere di una qualsiasi città del mondo che nelle canzoni diventa il tuo luogo. Immagini di vita quotidiana che possono creare quadri “stilosi” ed interessanti. Vite comuni di una qualsiasi zona cittadina, onorata con stile attraverso i versi musicali. Questo lo riesce a creare solo l’Hip Hop, voce spirituale della gente comune
».

Evoluzione del tuo genere durante il tuo percorso, e le influenze che lo hanno modificato?

«Le mie influenze sono di matrice americana. A partire dalla scuola dell’East Coast dei primi anni ’90, per poi proseguire verso la West Coast. E poi il dirty south, il soul, il funk anni ’70-’80. Le influenze sono importanti, essenziali. Sono le basi utili per andare avanti, altrimenti saremmo finti, “Fakes”. Altre influenze che ho subito arrivano dai graffiti, dai writers newyorkesi della prima generazione come Skeme, Dez, Phase 2. Poi i breakers, Crazy Legs, Frosty Freeze, e tanti altri. E i Dj. In questa cultura le influenze non sono solo musicali. Perché l’Hip Hop non è solo musica, come vogliono farci credere in Italia. È uno stile che ti stravolge la vita, che ti forma. Ecco perché l’importanza di dare un messaggio positivo e non negativo. Noi siamo il risultato di ciò che pensiamo».

Il panorama ed il livello in questo momento per quanto riguarda l’Hip Hop nel panorama italiano rispetto a quello europeo e statunitense.

«Il panorama è messo male dappertutto, ma questo semplicemente perché è uno specchio della società attuale. Ma in questo mare di merda chi è vero e puro lo è 30 volte di più rispetto al passato. Quindi non bisogna fermarsi a guardare la roba schifosa che c’è in giro, occorre andare a cercare roba figa, perché fidati, ce ne è tanta. E se una cosa non ti piace e non ti interessa non la giudicare. Ignorala.
Ricordiamoci che esiste il Karma, e la legge degli specchi. Più ti accanisci con la merda più essa ti si presenterà. Consiglio ai ragazzi di concentrarsi sul bene, sull’Hip Hop fatto bene, senza accanirsi contro il marcio
».

Prossimi impegni?

«Ho quasi finito il mio album “Life&Style” che uscirà nel febbraio 2014. Inoltre sto preparando un mixtape con tanti ospiti. Continuo a fare videoclip, foto e beats. Mi tengo attivo ogni giorno, anche se le cose che faccio uscire sono solo il 20% di quelle che creo. Perché molte cose me le tengo strette, e le farò uscire solo quando verrà il momento giusto. Altre, invece, mai. Sono personali, e tali devo rimanere. È come in tante cose della vita. Non tutto è fatto per esser dato agli altri o per essere messo all’attenzione di tutti. No. Alcune cose sono fatte per il proprio spirito. Per la propria crescita vitale».

Buona vita a tutti.

Namastè.

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#Simone

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