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#Adele:DellaVitaEDell’Amore

22 Nov

È stato osannato, amato, criticato, ridimensionato. C’è chi subito ha gridato al capolavoro indiscusso e chi lo ha liquidato come una semplice, banale, storia di lesbiche, la quale, se fosse stata raccontata con per protagonisti due eterosessuali, non avrebbe avuto lo stesso effetto.
Nel bene o nel male, dunque, “La vita di Adele” di Kechiche ti colpisce, ti scuote: a favore o contro, non esistono mezze misure. O forse no? Io personalmente sono stata travolta da sentimenti contrastanti. Non è stata tanto la trama di per sé a rapirmi, quanto la figura stessa della protagonista, la dolce, insicura e determinata al contempo, bellissima Adele. Non stavo guardando la sua storia, la stavo vivendo con lei: attraverso delle inquadrature magistrali, attraverso i dettagli delle sfumature del volto e dell’anima, anche io ero Adele. Anche io scoprivo cose nuove, mi laceravo dentro, nei dissidi, nell’amore, nel dolore, nel ricordo. I sentimenti e le emozioni diventavano universali, oggettivi, e divenivano così condivisibili a pieno.
Per tre ore lo stesso piacere con cui Adele divorava cibi e libri era in sintonia col mio, nel mentre gustavo questa storia: non solo una storia d’amore, ma anche di relazioni, di crescita, di apprendimento, di una società che ti chiude le porte in virtù di stereotipi e pregiudizi.
Il tutto un po’ rovinato da lunghe ed eccessive scene di sesso. Nessun discorso pseudo-moralista, per carità. Semplicemente, credo che bastavano due minuti anziché dieci. Un’unica, intensa scena, al posto di tre. Perché la passione, quando è carnale, travolgente ed estrema, va raccontata elegantemente, a piccole dosi, lasciando spazio al non detto, all’immaginazione, altrimenti degenera nel voyeurismo e nella volgarità, diventando sterile, fine a se stessa.
Senza dimenticare dei mancati sviluppi narrativi relativi ad elementi essenziali del film, quali il rapporto della ragazza con i genitori e le amiche, tutti un po’ “bigotti”, chiusi ed ostili riguardo alla diversità, al futuro, alla libertà di espressione e di scelte di vita.
Pro e contro, ma va bene così. Risulta più naturale, vero, realistico.
Da vedere.

#Michela

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