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#Urbex!

16 Dic

 

Oltre quei cancelli, oltre quelle sbarre che ti impediscono il passaggio fisico, che non permettono ai tuoi occhi di vedere ma solo di immaginare, c’è qualcosa che ti chiama: proprio lì, dove il tempo s’è fermato, chissà da quanto. Ed è lì, dove l’accesso è interdetto, dove regnano scenari mozzafiato ancora non visti, che gli urbex arrivano.

Su infiltration.org, la prima guida all’esplorazione urbana redatta da un giovane praticante morto 8 anni fa per un cancro, quest’attività viene indicata come una forma di turismo segreto che permette di avere accesso a quel mondo inedito che giace dietro le quinte.
L’esplorazione urbana (UE) è una pratica estrosa molto diffusa, cresciuta in particolare negli ultimi due anni. La categoria di adepti è, chiaramente, un po’ clandestina, un po’ socialmente scorretta: a farvi parte sono uomini e donne praticanti mestieri “normali” ma che al termine della loro giornata lavorativa o nei fine settimana si trasformano in spericolati esploratori urbani che non riconoscono limiti e frontiere.

C’è chi è salito in cima a Notre Dame, chi è giunto fino al tetto del Sahara, un casinò chiuso a Las Vegas; e c’è chi ancora è sceso nelle profondità di un bunker, risalente alla Guerra Fredda, in Inghilterra. Il mondo è infatti pieno di troppe troppe zone delle città interdette al pubblico, spesso per motivi di sicurezza: sono rigidi e molte volte eccessivi, quasi insensati protocolli a vietare tanto fascino , destinato a marcire in un oblio perenne, in nome di paure ossessive e spesso infondate.
Ma è proprio dal divieto e dalla privazione che nasce il desiderio smodato di esplorare tutto e di riappropriarsi degli spazi, costi quel che costi. Inclusi piccoli incidenti di percorso con la giustizia. Ad ogni modo gli urbex non intendono affatto farsi cogliere in flagrante: il loro unico scopo è vivere l’ebrezza del momento, da immortalare con una fotografia o, meglio ancora, con un selfie, da condividere su Flickr e Twitter, regalando emozioni uniche a chi se ne sta al sicuro a casa e scruta il mondo attraverso un monitor.

#Michela

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