#PonteGaleria:LaNuovaAuschwitz

22 Dic

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A pochi giorni dal Natale giunge una notizia che dovrebbe far indignare tutti, anche chi è troppo preso dallo sperpero dei soldi in regali e preparativi di pranzi e cenoni e poco si cura della miseria che c’è intorno. Quattro tunisini e quattro marocchini “ospiti” del Centro di accoglienza immigrati di Ponte Galeria, a Roma, si sono cuciti le bocche con un filo preso da una coperta, modellando la parte metallica di un accendino per farne un ago. La motivazione è, tristemente, fin troppo chiara: si tratta di un ennesimo, disperato gesto di protesta. Non è vita quella nei Cie, posti disumani, non-luoghi della vergogna. Una nuova Auschwitz, come afferma uno dei migranti intervistato nel servizio serale del Tg3, un nuovo inferno moderno che troppa gente, troppe istituzioni fingono di non vedere.

Quello che dovrebbe essere invece oramai ben chiaro -ma sembra non esserlo- è l’enorme giro di soldi che sta dietro alle lunghe permanenze dei migranti, molto più del dovuto in numerosi casi di individui identificati e ritrovati depositari dei prerequisiti necessari per rimanere nel nostro Paese: tutto molto comodo e lucroso per le cooperative che gestiscono i Cie e percepiscono denaro dallo Stato. Denaro che, chiaramente, non viene certo interamente impiegato per occuparsi della sistemazione dei migranti, come invece dovrebbe accadere.

Quanto è successo a Ponte Galeria è solo un episodio scia, un triste seguito di altri già accaduti in passato: meno di un anno fa, sempre presso lo stesso Cie, degli immigrati salirono sui tetti dando fuoco a materassi e tavolini e nel 2010, presso il Cie di Torino, alcuni africani si cucirono la bocca, sempre con ago e filo, per protestare contro la detenzione nel centro.

Il sindaco della capitale, Ignazio Marino, ha ribadito la necessità di rivedere la Bossi-Fini che equipara a criminali chi vuole invece solo lasciarsi alle spalle guerre, povertà e mancanza di futuro. L’indifferenza uccide in silenzio: non basta che le istituzioni mostrino indignazione, non basta che comuni cittadini mostrino orrore di fronte alla tv, leggendo i giornali e dimenticando tutto nel giro di pochi minuti. Vogliamo finalmente azioni concrete per evitare nuove tragedie, nuove vergogne. Si spera nel nuovo anno, nel 2014. Si spera in un futuro di non indifferenza, ma di accoglienza e di umanità. Si spera che questi non rimangano solo buoni propositi, belle parole, ideali utopici.

#Michela

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