Archivio | aprile, 2014

#TwitterRenzi

26 Apr

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by  #Ignazio(Ignant)Piscitelli

“Come restare vedove senza intaccare la fedina penale”

19 Apr

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Questa è una storia tutta al femminile che riguarda tre donne conosciutesi grazie ad un articolo di giornale. Ad avvicinarle, la condivisione di un’infelicità che a volte sembra essere una condizione intrinseca dell’universo femminile e dell’andamento dei rapporti con l’altro sesso. Tuttavia, in questa storia, ci sarà un punto di svolta positivo, una catarsi, grazie alla messa in pratica di un piano il cui esito renderà le protagoniste appagate e soddisfatte. Fra eventi alterni vari, colpi di scena ed imprevisti, le tre donne, con la conoscenza di una quarta,riusciranno a portare a termine il loro obiettivo, non senza un inaspettato risvolto.

E’ questa la trama di “Come restare vedove senza intaccare la fedina penale”, commedia noir, a tratti quasi surreale, il cui promo verrà presentato in anteprima il 30 aprile alle 21:30 presso il Mahalia RistoMusicClub di Roma, in Via Ilia 12 (zona Appia/Tuscolana), all’interno del ciclo di eventi “I 7 Sensi dell’Arte”, un format artistico-multimediale che promuove l’arte in tutte le sue forme. A seguire, una breve chiacchierata con l’autrice e attrice Stella Saccà, le attrici Serena Bilancieri, Camilla Bianchini, Beatrice Aiello e la regista Idria Niosi che allieteranno i presenti raccontando i prossimi impegni grazie al piccolo grande successo di questa commedia grottesca tutta al femminile. Poi si passerà ai festeggiamenti a suon di reggae, folk, gypsy e rock’n’roll con il concerto dei Veeblefetzer & the Manigolds, che hanno curato le musiche dello spettacolo con le loro sonorità sporche ed impulsive che allo stesso tempo tendono alla ricercatezza.

https://www.facebook.com/ComeRestareVedoveSenzaIntaccareLaFedinaPenale?ref=notif&notif_t=fbpage_fan_invite

https://www.facebook.com/events/293912497433373/?ref=22

#Michela

#DoppioSelfie

15 Apr

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by  #Ignazio(Ignant)Piscitelli

#LaMusicaDelMaestroBalzola

13 Apr

intervista al Maestro MAURIZIO BALZOLA

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Maurizio Balzola (pianista, compositore di colonne sonore e di musica da concerto, romano classe ’66) serio professionista della musica è sempre a lavoro tra le note.
Il Maestro Balzola sta già preparando i suoi prossimi concerti, tra quelli in programma uno dei più importanti si terrà nell’estate 2015 a Roma, dove interpreterà Bach, Beethoven, Chopin, Debussy e due dei suoi preludi.
«Davvero un motivo di grande soddisfazione per me!».
Prossimi impegni in qualità di compositore di musica da concerto?
«Per quanto riguarda l’esecuzione di musiche da me composte il 23 maggio presso la sala del Teatro del “Convitto Nazionale Giovanni Falcone” di Palermo nell’ambito della stagione concertistica “Pomeriggi Musicali” sarà eseguita una mia composizione per Violoncello e Pianoforte intitolata “Alternanze”, accanto a musiche di Mendelssohn, Saint Saens, Boccherini e tanti altri.
Nei prossimi mesi saranno eseguiti due miei brani per orchestra d’archi e un brano per Flauto e Clarinetto in Si bemolle intitolato “Plastilina”.
Al momento sono in trattativa con un direttore d’orchestra spagnolo per l’esecuzione di un mio brano sinfonico intitolato “Sensaciónes cerca de la fuente del ángel caído” che probabilmente verrà suonato in terra iberica».
Impegni in qualità di compositore di musica per immagini?
«Stanno andando in onda proprio in questo periodo due programmi RAI in più puntate intitolati “Testimoni del tempo” e “R.A.M.”, in tv sul canale Rai Storia e sul canale generalista, di entrambi ho composto alcune musiche».
Cosa vuole trasmettere al pubblico con la musica da concerto?
«Quando compongo musica da concerto miro a far arrivare all’ascoltatore, attraverso l’uso di dissonanze sia nella costruzione armonica che melodica e un ritmo soggetto ad una varietà costruttiva, la solitudine dell’uomo contemporaneo che si muove in spazi a lui non congeniali.
In questo caso mi riferisco a composizioni come “Carbossile”, “Polimerizzazione”, “Zone d’ombra”, e tante altre. Nel caso di composizioni come “Alternanze” è sempre prevalente l’elemento dissonante che però viene mitigato dalla fusione con le scale modali del XX secolo e questo soprattutto nella mia recente composizione sinfonica “Sensaciónes cerca de la fuente del ángel caído” dove l’elemento descrittivo psicologico-emotivo è prevalente».
E cosa vuole trasmettere quando compone musiche per immagini?
«Quando compongo musica per immagini, che sia per la tv o per un film, cerco attraverso l’idea melodica rivestita di un armonia chiara e sobria legata ad un’orchestrazione limpida e cristallina di contribuire all’espressione dell’emozione derivante dalle vicende e dai personaggi, che sia per un lungometraggio, un cortometraggio o un documentario. Sempre nel rispetto delle immagini e dell’opera filmica nella sua completezza».

#192

5 Apr

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192 è il numero di un’anima collettiva di persone che, grazie alla propria sensibilità ed alla fotografia, vuole perpetuare il ricordo di qualcosa che non c’è più, sfidando il tempo che tutto cancella; 192 è un numero pulsante che vuole colmare il vuoto di un’assenza dolorosa, dieci anni dopo.

192 furono le vittime della strage di Atocha, a Madrid, avvenuta l’11 marzo del 2004: alle 7:30 del mattino, orario di punta, esplosero in serie dieci bombe poste su tre treni regionali; dapprima le responsabilità dell’attentato furono attribuite all’ETA, poi ad al Qaeda. Questa di Atocha è stata la più grande strage terroristica sul territorio europeo, nonché la prima a seguito dell’11 settembre.

192 è oggi il nome di un progetto-memoriale fotografico che vuole interpretare e far rivivere le storie individuali di chi oggi non c’è più.

Appena un anno fa, il reporter napoletano Ciro Prota ha lanciato la proposta in rete, riuscendo a coinvolgere infine 192  fotografi, professionisti ed emergenti, provenienti da ogni dove. Due le condizioni del progetto: l’uso del bianco e nero ed il formato (30×30 e 30×45).

Ad ogni fotografo è stata assegnata una vittima ed il compito di scattare un’unica foto contenente il nome del morto ben in vista unito ad un elemento ferroviario. Varie sono state le composizioni artistiche, che si sono avvalse di dei finestrini, biglietti accartocciati, bagagli e muri. Il tutto, alle volte, in contesti giocosi, altri orrorifici ed altri ancora toccanti, senza però mai scadere nella retorica e nel pietismo: naturalezza e sobrietà sono i giusti ingredienti per combattere l’oblio della dimenticanza.

Questa raccolta fotografica, che al momento è disponibile online (http://www.projet192.org/album/M11/index.html), a breve farà il giro d’Europa come mostra itinerante, diventando presto anche un libro; e forse, come ha affermato lo stesso Prota, si trasformerà in qualcosa di più grande che non si fermerà su quest’unico tema, in quanto progetto di vita contro la morte ed il nulla.

#Michela

#LacrimeDelleDolomitiDiSesto

2 Apr

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Sarà presentato giovedì 3 aprile alle 10.30 presso il Cinema Adriano di Roma “Lacrime delle Dolomiti di Sesto”, primo lungometraggio diretto da Hubert Schoenegger e prodotto da Geosfilm.
All’anteprima del 3 aprile il cast al completo del film sarà presente e disponibile a eventuali interviste.
Per l’occasione interverrà il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano.

Il film racconta gli avvenimenti drammatici e le lotte sanguinose che hanno avuto luogo sul fronte dolomitico durante la Grande Guerra, ma si concentra anche su una vicenda toccante di amore e di amicizia, con un cast che va da Gedeon Burkhard (noto in Italia per aver interpretato “Il commissario Rex”, ma presente anche nel cast di “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino) a Christiane Filangieri (interprete di moltissime fiction, tra cui “Perlasca, un eroe italiano”, “Ho sposato uno sbirro” e, prossimamente, “I Cesaroni 6”).

Scenario grandioso del film sono le Dolomiti di Sesto e l’Alta Val Pusteria, nelle quali sono state girate scene mozzafiato sia nel contesto invernale che in quello estivo.
Le Dolomiti, con in primo piano le Tre Cime di Lavaredo e molti altri paesaggi altoatesini, sono lo sfondo drammatico e maestoso di una pagina di storia italiana non conosciuta da tutti e oggi sotto la lente d’ingrandimento nel centesimo anniversario dello scoppio della Grande Guerra.