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#Ceneri&Diamanti

6 Feb

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– “Ciao, che lavoro fai?”

– “Trasformo le ceneri di un morto in diamanti”.

Nessuna battuta, nessuna finzione, ma la realtà dei fatti. Dove? In Svizzera.

Algordanza è una fabbrica che produce  diamanti certificati dalle ceneri di cremazione delle persone care scomparse, in memoria della loro unica e splendida vita.

Sono necessari dai 3 ai 6 mesi di lavoro, in seguito ai quali la pietra è restituita al cliente.

Per un diamante occorrono 500 grammi di polvere; da un corpo cremato se ne ottengono da 1,5 a 3 kg.

Come si legge dal sito della fabbrica:

“Attraverso procedimenti chimico/fisici viene estratto il carbonio che sarà l’elemento essenziale da cui si svilupperà il diamante (tutti i diamanti, infatti, sono formati da un reticolo cristallino tridimensionale costituito da atomi di carbonio).
Preparazione della grafite. Il carbonio, sottoposto a pressioni e temperature elevate, si trasforma in grafite. La grafite è la sostanza che, all’interno di speciali macchinari, darà vita al diamante.

Sintesi del diamante. La grafite, sottoposta alla temperatura di circa 2.500 gradi centigradi e alla notevole pressione di più di 60.000 bar, si trasforma in diamante nel corso di varie settimane.
I macchinari utilizzati sono localizzati in Svizzera e sono di fabbricazione Russa.

Taglio e pulitura del diamante grezzo  sono eseguiti da personale esperto in taglio dei diamanti.
Qualità e certificazione. Viene eseguito un rigoroso controllo della qualità ed emesso un certificato sul quale sono riportati i dati di purezza, peso, taglio e colore del diamante oltre alle informazioni relative alle analisi chimiche eseguite inizialmente, confermando il legame tra diamante e ceneri.
Eventuale iscrizione laser. Su richiesta del cliente, è possibile inserire un’iscrizione sul diamante tramite una micro incisione al laser. Infine, il diamante viene inserito in una custodia personalizzabile con una scritta a piacere.”

Costo dell’operazione? Dai 3.500 ai 13mila euro.

Insomma, se hai una laurea in chimica o biologia e hai inviato curricula ovunque, ricorda che sul sito è presente l’opzione “collabora con noi”.

Ti serve solo un po’ di sangue freddo, consapevole di ciò  quotidianamente maneggerai: ex vite.

#Silvia

#SatelliteMatrioskaByGauss

21 Nov

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E’ stato lanciato il satellite-matrioska. Si chiama Unisat-5 e al suo interno contiene altri otto piccoli satelliti.

Il lancio è avvenuto dalla base russa di Yasny, nella regione di Orenburg, con il vettore russo-ucraino Dnepr. Accanto al satellite italiano, il razzo ha portato in orbita altri 32 piccoli satelliti ed ha stabilito il nuovo record mondiale, superando quello ottenuto il 19 novembre dagli Stati Uniti che, con il loro vettore Minotaur 1, avevano messo in orbita 29 satelliti.

Unisat-5 appartiene alla categoria dei ‘microsatelliti’, con un peso inferiore a 50 chili. La particolarità che lo distingue da altri satelliti della stessa taglia, è il fatto di essere a sua volta una piattaforma di rilascio in orbita per satelliti ancora più piccoli.
All’interno di Unisat-5, infatti, sono stati integrati otto satelliti a forma di cubo e di varie dimensioni: 4 CubeSat, che hanno 10 centimetri di lato e 4 PocketQube, con il lato di 5 centimetri.

Gli otto satelliti trasportati provengono da diversi paesi del mondo tra i quali Perù, Pakistan, Spagna, Stati Uniti e Germania. Il “satellite dispenser” Unisat-5 è stato realizzato da un’azienda italiana nata appena due anni fa, la Gauss, nata per iniziativa di un gruppo di neolaureati della scuola di Ingegneria Aerospaziale dell’università Sapienza di Roma: sotto la guida di Filippo Graziani, hanno già realizzato e lanciato sei satelliti universitari.