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#192

5 Apr

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192 è il numero di un’anima collettiva di persone che, grazie alla propria sensibilità ed alla fotografia, vuole perpetuare il ricordo di qualcosa che non c’è più, sfidando il tempo che tutto cancella; 192 è un numero pulsante che vuole colmare il vuoto di un’assenza dolorosa, dieci anni dopo.

192 furono le vittime della strage di Atocha, a Madrid, avvenuta l’11 marzo del 2004: alle 7:30 del mattino, orario di punta, esplosero in serie dieci bombe poste su tre treni regionali; dapprima le responsabilità dell’attentato furono attribuite all’ETA, poi ad al Qaeda. Questa di Atocha è stata la più grande strage terroristica sul territorio europeo, nonché la prima a seguito dell’11 settembre.

192 è oggi il nome di un progetto-memoriale fotografico che vuole interpretare e far rivivere le storie individuali di chi oggi non c’è più.

Appena un anno fa, il reporter napoletano Ciro Prota ha lanciato la proposta in rete, riuscendo a coinvolgere infine 192  fotografi, professionisti ed emergenti, provenienti da ogni dove. Due le condizioni del progetto: l’uso del bianco e nero ed il formato (30×30 e 30×45).

Ad ogni fotografo è stata assegnata una vittima ed il compito di scattare un’unica foto contenente il nome del morto ben in vista unito ad un elemento ferroviario. Varie sono state le composizioni artistiche, che si sono avvalse di dei finestrini, biglietti accartocciati, bagagli e muri. Il tutto, alle volte, in contesti giocosi, altri orrorifici ed altri ancora toccanti, senza però mai scadere nella retorica e nel pietismo: naturalezza e sobrietà sono i giusti ingredienti per combattere l’oblio della dimenticanza.

Questa raccolta fotografica, che al momento è disponibile online (http://www.projet192.org/album/M11/index.html), a breve farà il giro d’Europa come mostra itinerante, diventando presto anche un libro; e forse, come ha affermato lo stesso Prota, si trasformerà in qualcosa di più grande che non si fermerà su quest’unico tema, in quanto progetto di vita contro la morte ed il nulla.

#Michela

#FacebookAndLove

17 Feb

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Facebook oggi è molto più che un social network: è teatro di incontri, di litigi, fonte di malintesi, generatore di rapporti sentimentali o pseudo tali. Una sorta di piazza pubblica virtuale in cui ci si conosce e ci si relaziona vicendevolmente. Ordunque, un team di Facebook, alla ricerca delle dinamiche amorose che regolano le relazioni fra i suoi utenti, ha portato avanti uno studio e ne ha pubblicato una serie di conclusioni (https://www.facebook.com/data).

Il primo dato interessante è relativo alla religione: poche sono le unioni fra persone che professano fedi differenti. La Spagna è il paese con più relazioni amorose fra persone con religioni distinte (28%). Portogallo e Romania sono invece paesi con un tasso relativamente alto di matrimoni inter-religiosi, nonostante l’effettiva minore diversità di fede.

Ancora, su circa due terzi delle relazioni fra persone di sesso differente, l’elemento maschile è quello più in avanti con l’età: in media, ha due anni e cinque mesi in più rispetto alla donna.

Infine, un’altra analisi significativa è relativa alle interazioni fra persone che hanno di recente concluso una relazione. Il motivo principale era verificare se la rete sociale funzionasse come una piattaforma di appoggio da parte di amici e familiari. Sono stati quindi raccolti dati sui messaggi inviati e ricevuti, sulle pubblicazioni ed i commenti sia degli utenti che dei rispettivi amici e parenti.

Ciò che ne è venuto fuori è un aumento del 225% delle interazioni nel giorno della fine della relazione, seguito da un calo nei successivi, per valori superiori agli esistenti nel periodo precedente alla rottura.

La rete sociale sembra anche essere uno strumento efficiente di avvicinamento per le future coppie. Analizzando le interazioni fra due persone nei 100 giorni prima dalla loro dichiarazione di relazione è visibile un aumento di queste nel giro di 88 giorni. Nei 12 giorni anteriori le interazioni hanno subìto una ripida caduta che è continuata nei giorni successivi all’inizio della relazione. Evidentemente si sono preferite altre forme di contatto.

#Michela

#IlBullismoCheUccideViaWeb

11 Feb

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Il bullismo può uccidere ed il cyberbullismo anche.

Per cyberbullismo, chiaramente, s’intende l’ultima, estrema frontiera del ben noto fenomeno, fortificato ed intensificato attraverso il web, veicolo di insicurezze e di soprusi.

Una ragazzina di 14 anni di Fontanova, piccolo paese del padovano, si è tolta la vita lanciandosi nel vuoto da una stanza d’albergo, lasciando delle lettere ai familiari e ad alcuni amici. Ha chiesto scusa per il gesto, per aver deluso tutti. Ed ha espresso un ultimo desiderio: quello di non essere dimenticata.

Questa ragazzina aveva un account su Ask.fm, un ibrido fra chat e social network, molto in voga fra i giovanissimi. Il social, che è già stato chiamato in ballo per numerosi casi di cyberbullismo, è basato su un semplice meccanismo di domanda e risposta, all’interno dei profili personali. Utile, insomma, per insultare, per fare i duri, per dire ciò che dal vivo non si oserebbe. Per dare sfogo a tutte quelle pulsioni che i giovanissimi sentono come bisogni impellenti.

Per molti Ask è diventata una mania, un’ossessione. Lo stesso è stato anche per “Amnesia” : era questo il nick della ragazzina suicida col quale si sfogava, palesava il suo dolore e la sua inadeguatezza. Una situazione molto frequente in adolescenza che in questo caso, come in molti altri, non era stata intuita e risolta nell’ambiente di casa.

“Uccidere, uccidersi”: erano questi i temi che “Amnesia” riproponeva con frequenza su Ask. Di tutta risposta, veniva colta da una valanga di insulti gratuiti: “fai schifo come persona, non sai stare da sola”, “cosa aspetti a farlo?”. Ed altri ancora. Fino al tragico epilogo.

Non si tratta del primo suicidio da insulti. Ciò che ha infatti reso famoso Ask.fm è stato un triste precedente, il suicidio della 14enne  Hanne Smith, di Lutterworth, impiccatasi sempre a seguito di offese via web.

#Michela

#InnamorarsiInChat

10 Feb

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Sembra la trama di un libro o la sinossi di un film, invece è tutto reale. A tratti simpatico, a tratti agghiacciante: sta a noi “spettatori” decidere.

A riportare questa curiosa storia il tabloid “The Sun”, con un articolo che ha inizio con la dichiarazione di uno dei due protagonisti di questa incredibile avventura. Siamo in Inghilterra: una ragazza ed un ragazzo iniziano a conoscersi in una chat. Parlano, si divertono, si scoprono e l’interesse aumenta. Quindi nasce spontanea l’esigenza di conoscersi nella vita reale.

Detta così sembra una storia come tante, al giorno d’ oggi; una storia di ordinaria routine del web e della genesi delle relazioni sociali virtuali.

Insomma, dopo un po’ i due decidono che è giunta l’ora di incontrarsi dal vivo e scoprono di essere fratello e sorella.

“Sto avendo una relazione con la mia sorellastra”: è così, infatti, che inizia l’articolo del “The Sun”. È questa la dichiarazione del giovane britannico, il quale ripercorre l’inizio della singolare vicenda. Il ragazzo, non avendo molta fortuna con le donne, si è deciso di giocarsi le carte su un sito internet di incontri. Ed è proprio qui che ha avuto inizio la conoscenza virtuale con la ragazza, poi quella fisica. E quindi la scoperta e l’inizio dell’effettiva relazione.

All’incredulità iniziale è presto subentrata infatti la normalità: i due dicono di amarsi e di fare sesso regolarmente, senza lasciarsi influenzare dal rapporto di parentela. Nonostante tutto ciò sia poco socialmente corretto, la coppia non ha alcuna intenzione di lasciarsi. Almeno per il momento.

#Michela

#CommentiDiDonne

9 Feb

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(Foto del profilo Facebook di Mariano Di Vaio)

Mariano Di Vaio è un modello, attore e fashion blogger,  in assoluto tra i più seguiti in Italia, per quanto riguarda la moda maschile. Sfila da quando aveva 17 anni, ha studiato Scienze Politiche e poi recitazione alla New  York Film Academy  di NY. Mariano è un talento versatile. Bello come il sole, altamente espressivo, curato nei dettagli, fa impazzire un po’ tutte le sue fan di genere femminile, che gli manifestano  la loro stima e anche qualcosa di più. Può essere un ottimo metro di giudizio per  scovare quali siano le parole utilizzate dalle donne nell’atto di apprezzamento della bellezza fisica maschile; ciò al fine di fare un paragone con quelle scelte invece dagli uomini quando esprimono il loro caloroso affetto (si fa per dire) nei confronti delle cosiddette “fighe in vetrina”.

Ecco qualche commento alle foto di Mariano sulla sua pagina fan di Facebook:

Federica: “Xké nella mia palestra non c’é un tipo cosí?!?”

Giorgia: “Sei gnocco anche stravestito”

MariaPaola: “e dove si trova la sua camera da letto????”

Federica: “Potrei avere te nel mio guardaroba?? con o senza la camicia per me è indifferente”

Marika: “Mi viene il prurito guardandotii…”

Giselle: “Mi piacciono entrambi i tuoi lati”

Marisa: “Non so la definizione del bello …ma tu la rappresenti…”

Sara: “Tutte pazze per Mariuuuuuccio”

Bouchra: “Dovresti fare dei figli”

Solange: “E’ che un lo posso di via…….. Maremma imbufalita!!!!”

Cristina: “Tanta roba!!!”

Marika: “Beata chi ti sposa”

Benedetta: ” Forse è gay e non ci caga per quello!!!

Miria: “Ma tu non puoi essere vero”

Fabiana: “Un bel divano.. E poi..”

Gul: “Oh Gesù”

Maria: “Continua a postare foto che ci rallegri il giorno”

Fabiana: “Io noto che le sue sopracciglia non sono uguali! Ahaha”

Milena: “Sei l’uomo della mia vita”

Clea: “Minchia”

Esmeralda: “welaaaaaaa bellezza”

Barbara: “AZZZ”

Mimì: “Copriti che fa freddo”

Giulia:  “Alla faccia ro cazzz”

Lorella: “Mmmmmm”

Tonia: “Che fisicoooo”

Silvia: “No vabbè”

Miryam: “Bene io faccio colazione con crostata al cioccolato e lui fa ginnastica ok ora mi sento in colpa”

Lulu: “Mmm che muscoli”

Sara: “Voglio un collega così”

Jessica: “Oh mio Dio che ti vorrei fare”

Anna: “Ma fammi questo regalo… Prova a tirarti giu’ il ciuffo!!!!!”

Isabel: “Dovrebbe essere vietato essere così belli”

Cira: “Voglio lui, sicuro m’innamoro”

Charline: “Mariano sposami. Mi piace se accetti”

Fabrizia: “Sei perfetto ti amo”

Rosy: “Invidia per la fidanzata”

Lara: “Ma daiiiii l’è tutto imbalsamà. Pare finto”

Valentina: “Ma che fai come Belen?”

Susanna: “Ridicolo”

Rosy: “LO so che in un universo parallelo siamo sposati e ci amiamo tanto ehehehhehehehehehe”

Marialucia: “Un figone della malora!complimenti…mi sparo?!

Annalisa: “E la Madonna”

Erika: “Non stare li fermo a fissarmi…che aspetti?!… prendimi e portami viaaaa!!

Michela: “Ma è legale essere così belli?”

Ovviamente a rompere l’incantesimo dei bei commenti ci pensano loro, gli uomini, numerosi, che sopraggiungono con le loro parole concrete del tipo:

Emanuele: “Guaglioooo va fatic!!!!”

Ivan: “E’ un incrocio tra un uomo e una figa”

Pana: “Ma qualcuno gliel’ ha mai detto che l’orologio si porta alla sinistra??
alla faccia del fashion blogger”.

In conclusione:

Tutto sommato, a parte alcuni casi, le donne dimostrano  una non eccessiva volgarità nella maniera di esprimersi: pochi i riferimenti prettamente sessuali e spiccatamente anatomici. Ma, non lo dimentichiamo, il gentil sesso ha il suo codice espressivo. Fesso è l’uomo che si ferma all’equivalenza sposami= sposami e niente di più.

A voi.

#Silvia

#FalaPortuguês?

6 Feb

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A rivelarlo una recente ricerca dell’Instituto Camões: con 244 milioni di persone in tutto il mondo, il portoghese è attualmente la sesta lingua più parlata del pianeta e la quinta più usata in rete. Nelle reti sociali, quali Facebook e Twitter, guadagna addirittura il terzo posto.

Il sito dell’ Observatório da língua portuguesa, invece, la colloca nella quarta posizione degli idiomi più parlati al mondo, dopo il mandarino, lo spagnolo e l’inglese.

Cambiano le statistiche, i criteri ed i numeri ma la sostanza rimane invariata. E non è certo una novità che sorprende.

Il portoghese è una lingua in continua evoluzione sostanziale e grammaticale, in virtù di una necessità di equiparazione con la variante brasiliana, nonché in espansione effettiva. È, ancora, un’espressione concreta della crescita economica di nuove realtà e prerequisito essenziale per l’accesso a notevoli opportunità lavorative che si delineano, appunto, nelle ex colonie del Portogallo, l’ultimo, grande impero globale.

Parlata nei cinque continenti, il portoghese è la lingua ufficiale di ben otto paesi: Angola, Brasile, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, Portogallo, São Tomé e Príncipe e Timor-Est. L’Unesco ha stimato inoltre che il portoghese sarà la lingua europea in maggiore crescita dopo l’inglese: sembra infatti che nel 2050 saranno ben 335 milioni di persone a praticarla.

#Michela

#Ceneri&Diamanti

6 Feb

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– “Ciao, che lavoro fai?”

– “Trasformo le ceneri di un morto in diamanti”.

Nessuna battuta, nessuna finzione, ma la realtà dei fatti. Dove? In Svizzera.

Algordanza è una fabbrica che produce  diamanti certificati dalle ceneri di cremazione delle persone care scomparse, in memoria della loro unica e splendida vita.

Sono necessari dai 3 ai 6 mesi di lavoro, in seguito ai quali la pietra è restituita al cliente.

Per un diamante occorrono 500 grammi di polvere; da un corpo cremato se ne ottengono da 1,5 a 3 kg.

Come si legge dal sito della fabbrica:

“Attraverso procedimenti chimico/fisici viene estratto il carbonio che sarà l’elemento essenziale da cui si svilupperà il diamante (tutti i diamanti, infatti, sono formati da un reticolo cristallino tridimensionale costituito da atomi di carbonio).
Preparazione della grafite. Il carbonio, sottoposto a pressioni e temperature elevate, si trasforma in grafite. La grafite è la sostanza che, all’interno di speciali macchinari, darà vita al diamante.

Sintesi del diamante. La grafite, sottoposta alla temperatura di circa 2.500 gradi centigradi e alla notevole pressione di più di 60.000 bar, si trasforma in diamante nel corso di varie settimane.
I macchinari utilizzati sono localizzati in Svizzera e sono di fabbricazione Russa.

Taglio e pulitura del diamante grezzo  sono eseguiti da personale esperto in taglio dei diamanti.
Qualità e certificazione. Viene eseguito un rigoroso controllo della qualità ed emesso un certificato sul quale sono riportati i dati di purezza, peso, taglio e colore del diamante oltre alle informazioni relative alle analisi chimiche eseguite inizialmente, confermando il legame tra diamante e ceneri.
Eventuale iscrizione laser. Su richiesta del cliente, è possibile inserire un’iscrizione sul diamante tramite una micro incisione al laser. Infine, il diamante viene inserito in una custodia personalizzabile con una scritta a piacere.”

Costo dell’operazione? Dai 3.500 ai 13mila euro.

Insomma, se hai una laurea in chimica o biologia e hai inviato curricula ovunque, ricorda che sul sito è presente l’opzione “collabora con noi”.

Ti serve solo un po’ di sangue freddo, consapevole di ciò  quotidianamente maneggerai: ex vite.

#Silvia

Video

#LaDuraVitaDeiGayInRussia

5 Feb

Dal 30 giugno in Russia una legge federale vieta la propaganda di quelle che vengono definite “relazioni non tradizionali” in presenza di minorenni.

Per molti, i gay non sono definibili neanche come esseri umani, ma semplicemente giocattoli con cui divertirsi.

Secondo un sondaggio, l’88 per cento di quelli che si sono pronunciati a riguardo, è favorevole alla loro messa al bando. Il 47 per cento ritiene inoltre giusto che i gay non abbiano gli stessi diritti degli etero.

Per i gruppi neonazisti, che hanno una rete ben organizzata nel Paese, picchiarli è quasi un diritto.

Questi ultimi hanno evidentemente scelto la loro facile preda da perseguitare.

“Sei d’accordo sul fatto che dovremmo ucciderti?”, dice nel video uno di loro ad un giovane omosessuale inginocchiato per terra. Lui risponde: “Credo sia il mio destino”.

Il 7 febbraio a Sochi inizieranno i giochi olimpici invernali. Riusciranno i gay a far sentire la loro voce, all’interno della grande operazione di immagine che Putin ha curato nei minimi dettagli?

Disertano la cerimonia inaugurale tutti i paesi europei. Non vanno la Merkel, Hollande, Cameron. Neanche Obama, che a farsi rappresentare manda due sportive dichiaratamente omosessuali, la tennista Billie Jean King e Caitlin Cahow, giocatrice di hockey e attivista dei diritti gay.

Il nostro Enrico Letta sì, lui andrà, per ovvi motivi, che nulla hanno a che vedere con la tutela dei diritti delle persone omosessuali.

#Silvia

#HowImetYouOntheWeb

4 Feb

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Si sa, il web è una meravigliosa risorsa di informazioni. Informazioni di ogni genere: di dubbia provenienza, quasi certe, fondamentali per la nostra vita, inutili. O semplicemente curiose e divertenti.

Voi, ad esempio, sapete cos’è chatroulette? Per chi ne è ancora all’oscuro e sta pensando: “chatroulettecoosa?!”, vi rispondo che si tratta di una videochat mondiale in cui è possibile incontrare e chattare con persone da tutti i continenti. Mano mano che ci si imbatte, in maniera del tutto causale, in un individuo, si può decidere di skipparlo e di passare al prossimo: next.

Di base l’idea è figa: un sito del genere ti offre la possibilità di parlare con gente dal mondo, apprendere usi e costumi nuovi, sperimentare lingue. Ma si sa, nell’era della tecnologia e del calo delle relazioni sociali, cose di questo tipo sono condannate a degenerare nell’oscenità. Ed ecco che chatroulette, fin dagli esordi, fu invasa da pervertiti malati di sesso che hanno iniziato ad aspettare in webcam, quatti quatti, nudi, il loro turno.

Tempo fa, una sera oziosa trascorsa con degli amici, mi sono divertita a navigare mascherata -letteralmente- in chatroulette e a fotografare i tipi più assurdi incontrati. Poi però ho pensato che non era tanto il caso divulgare il materiale accumulato -se non con adeguati accorgimenti di ritocco alle foto- per una questione di privacy. E me lo sono tenuto nei documenti del mio pc.

Dunque, questo preambolo mi è servito giusto per ribadire quanto internet è effettivamente un vero calderone di cose fighe, divertenti ed inutili. Se non fosse stato per Internet, oggi, non avrei mai saputo nemmeno dell’esistenza -sconvolgente- di GRINDR e TINDER.

Grindr e Tinder sono delle applicazioni create appositamente per favorire la conoscenza di individui dello stesso sesso e di sesso diverso al fine unico ed esclusivo di pianificare conseguenti incontri sessuali. Tutto questo per quelle persone che non hanno tempo per cercare le proprie prede e rimorchiarsele in locali e strade. Chiaro, c’è gente che è davvero troppo impegnata. Quindi, quale strumento migliore di applicazioni che ti permettono di scegliere le persone in base alle foto, senza il minimo sforzo? Del resto esistevano già siti adibiti a questo, come ad esempio il buon, vecchio Badoo. Ma qui si tratta di qualcosa di diverso, di più direzionato ed immediato. E, soprattutto, a portata di mano. Sei nel tram, non sai cosa fare e pensi di svoltarti la serata trovandoti il ragazzo/la ragazza di turno? Collegati all’app, scorri un po’ col dito, contattalo/la: giusto due chiacchiere, senza perderti in convenevoli; vedi se ci sta. Proprio in quanto app. insomma, Grindr e Tinder sono di importanza vitale e di uso immediato quasi come quella del meteo.

Sempre perché il web, come dicevo prima, è una fonte illuminata di news, non mi è stato difficile ritrovare i resoconti di tipi e tipe che hanno voluto lasciare per iscritto le loro fantastiche avventure sessuali nate ed esauritesi in una notte a seguito di conoscenze virtuali su queste applicazioni. E poi ho scovato lui, Ted Sterchi, un web developer londinese che ha ritratto le facce inanimate viste su Grindr (http://grindrillustrated.com), epurandole dalla loro aggressiva carica sessuale e rendendole intime ed amichevoli, in una visione più “sentimentale”. Proprio perché in Grindr e in tutte queste applicazioni dei tempi moderni, di sentimentale non è rimasto proprio niente.

 

#Michela

#NuoviMestieri

29 Gen

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Il 42enne Giovanni Cafaro, campano, vive da 12 anni a Milano. La sua laurea in Scienze della Comunicazione poco gli è servita a ritrovare un lavoro. “Ritrovare” e non “trovare”. Perché, fino alla scorsa estate, Giovanni un lavoro ce l’aveva eccome: era direttore marketing di un’azienda di abbigliamento che ha poi chiuso battenti. Giovanni è ovviamente rimasto senza soldi e con un affitto da pagare. Curricula ne ha inviati: tanti, troppi. Ha collezionato colloqui su colloqui: ma sono stati tutti infruttuosi. Per andare avanti, Giovanni, il mestiere se l’è dovuto inventare di sana pianta. Ed il suo temperamento paziente gli è stato in questo di grande aiuto.

Oggi infatti il lavoro di Giovanni è quello di mettersi in coda al posto degli altri. Al posto di chi non ha tempo e voglia. Alla modica cifra di dieci euro l’ora, con tanto di ricevuta fiscale. “Lavoro in ritenuta d’acconto” garantisce Giovanni. “Se va bene apro la partita Iva, mi allargo e metto su un’agenzia”. Banche, supermercati, poste: Giovanni non disdegna nulla. Attualmente viene contattato da circa due clienti al giorno ma il lavoro è in crescita, anche grazie alla notevole pubblicità che si è fatto a Milano con 5mila volantini dal colore giallo e blu, con stampata sopra una proposta stravagante quanto allettante: “La tua coda allo sportello? Da oggi la prendo io”.

La pazienza è la virtù dei forti. In questo caso, la pazienza si è dimostrata anche un valido aiuto per ovviare alla scarsità di lavoro, in tempi di dura crisi.

#Michela