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“Come restare vedove senza intaccare la fedina penale”

19 Apr

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Questa è una storia tutta al femminile che riguarda tre donne conosciutesi grazie ad un articolo di giornale. Ad avvicinarle, la condivisione di un’infelicità che a volte sembra essere una condizione intrinseca dell’universo femminile e dell’andamento dei rapporti con l’altro sesso. Tuttavia, in questa storia, ci sarà un punto di svolta positivo, una catarsi, grazie alla messa in pratica di un piano il cui esito renderà le protagoniste appagate e soddisfatte. Fra eventi alterni vari, colpi di scena ed imprevisti, le tre donne, con la conoscenza di una quarta,riusciranno a portare a termine il loro obiettivo, non senza un inaspettato risvolto.

E’ questa la trama di “Come restare vedove senza intaccare la fedina penale”, commedia noir, a tratti quasi surreale, il cui promo verrà presentato in anteprima il 30 aprile alle 21:30 presso il Mahalia RistoMusicClub di Roma, in Via Ilia 12 (zona Appia/Tuscolana), all’interno del ciclo di eventi “I 7 Sensi dell’Arte”, un format artistico-multimediale che promuove l’arte in tutte le sue forme. A seguire, una breve chiacchierata con l’autrice e attrice Stella Saccà, le attrici Serena Bilancieri, Camilla Bianchini, Beatrice Aiello e la regista Idria Niosi che allieteranno i presenti raccontando i prossimi impegni grazie al piccolo grande successo di questa commedia grottesca tutta al femminile. Poi si passerà ai festeggiamenti a suon di reggae, folk, gypsy e rock’n’roll con il concerto dei Veeblefetzer & the Manigolds, che hanno curato le musiche dello spettacolo con le loro sonorità sporche ed impulsive che allo stesso tempo tendono alla ricercatezza.

https://www.facebook.com/ComeRestareVedoveSenzaIntaccareLaFedinaPenale?ref=notif&notif_t=fbpage_fan_invite

https://www.facebook.com/events/293912497433373/?ref=22

#Michela

#TeoBellia,OltreLaVoce

3 Set

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Voce di tantissimi personaggi del grande e piccolo schermo, in carne ed ossa e animati, da Michael J. Fox, Danny DeVito e Nicolas Cage, passando per Boe Szyslak de I Simpson, a Ciop di Cip&Ciop, proseguendo per I Puffi, I Griffin, Holly&Benji, fino a Dallas, Saranno famosi, Prison Break e tanti altri ancora. Ma Teo non è solo una voce, è anche conduttore tv, radiofonico (in onda tutti i giorni con L’Arca su EcoRadio), attore televisivo e teatrale. Opera davvero a 360° nel campo della comunicazione.

 Il doppiaggio è sicuramente l’attività che lo occupa per la maggior parte del tempo.

Dal 1979 a oggi ha percorso questo settore in ogni sua forma.

Come è iniziata la tua carriera?

«La mia carriera inizia come dj. Ricordo le prime feste di compleanno, dove tra luci, casse e microfono intrattenevo gli amici. Poi nel 1973 l’approdo alle prime radio private, tra le quali Radio Emme. Era un momento straordinario per la radio, iniziava lo scardinamento al monopolio Rai».

E l’attività di doppiatore come è iniziata?

Una ascoltatrice di Radio Emme mi chiamò per farmi fare un provino da doppiatore, era il 1979, e da lì comincio la mia attività, grazie a quell’ascoltatrice, Sonia Scotti (attrice e doppiatrice; voce di Whoopi Goldberg), che non finirò mai di ringraziare».

Quale è il personaggio a cui sei più legato?

«Ho un legame particolare con Michael J. Fox, che ho doppiato in Ritorno al Futuro, nel 1985. E’ stato il punto di svolta della mia carriera di doppiatore, l’attore protagonista del film dell’anno mi ha fatto prendere consapevolezza dei miei mezzi e delle mie capacità.

Sono molto legato anche a Joe Pesci. doppiato in Arma Letale. E poi Matt Dillon, in Tutti pazzi per Mary, con il quale mi sono divertito tantissimo.

Non ho pudore nel doppiare personaggi buffi, o cartoni animati, a me diverte anche fare il “pupazzetto”, e credo si senta attraverso i risultati del mio lavoro».

Dal 1994 docente dei corsi di formazione a Roma..

«Sì, con enorme soddisfazione ed entusiasmo, spiego ai ragazzi che questo mestiere non è solo voce, ma siamo attori virtuali posti in una condizione più scomoda di quelli reali.

Trovare verità per un attore su un set è più facile che per un doppiatore in una sala buia, da solo, davanti ad un foglio ed un microfono. Sono molto contento per il numero crescente di iscritti ai corsi. La fine dei lavori sicuri ha fatto sì che “persi per persi” si trovi a tentare di a sfruttare doti artistiche».

Oltre a quello di doppiaggio quali altri corsi offre la Magma Lab?

«Oltre al doppiaggio ci sono corsi di Scrittura teatrale, Conduzione radiofonica, Conduzione televisiva e Recitazione (magmalab.eu).

I docenti dei corsi che mi aiutano nell’insegnamento sono professionisti di ottimo livello, come Gennaro Monti, Giovanna Nicodemo, Angiola Baggi, Giorgio Locuratolo, Fabrizio Failla, e tanti altri ancora. I nostri corsi rispondono ad una esigenza pratica, e non quella tipica teorica ed accademica».

Impegni futuri?

«La direzione del doppiaggio di Dexter ottava stagione e di Franklin&Bash 3; una rappresentazione teatrale al Teatro Testaccio a Roma, “Quell’estate”, per la regia di Stefano Mondini; e le lezioni didattiche dei nuovi corsi del MagmaLab, con un nuovo grande spazio a disposizione in Via Alberico II (a Roma) che si aggiunge alla sede di Via degli Scipioni. E poi…si vedrà ».

#Simone

#AlessandroPrete,IlBuonCattivo

29 Ago

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Alessandro Prete è figlio d’arte, suo padre è stato un noto attore di film poliziotteschi degli anni ’70. Fin da ragazzo ha deciso di seguire le orme paterne dedicandosi al mestiere dell’attore, diventando così, in breve tempo, uno tra i più interessanti interpreti della nuova generazione.
È noto al grande pubblico per aver lavorato in numerose fiction di successo, come Distretto di Polizia, Carabinieri, Incantesimo, Romanzo Criminale, Crimini 2, e Rex.

Quanto l’essere romano ha influenzato la tua recitazione?

«Devo dire che la mia romanità mi ha agevolato in alcune interpretazioni, come quando ho recitato nella fiction Vite a perdere, alla quale sono molto legato, o come accaduto per la serie tv Romanzo criminale.
In quelle occasioni la mia romanità mi ha aiutato a creare i personaggi, anche se la romanità riprodotta in Romanzo Criminale è quella di tutt’altra epoca, una Roma degli anni ’70, molto diversa da quella attuale, in quel caso ho dovuto realizzare uno studio sul gergo, sulla cadenza, e sui modi, diversissimi da quelli dei giovani di oggi
».

Molto spesso vieni chiamato a recitare nei panni del il personaggio del “Cattivo”..
«Beh, sì, molto spesso mi capita di interpretare il ruolo del cattivo. Devo ammettere che già per motivi fisici sono portato per questa parte, e dopotutto sono molto riconoscente a questo ruolo che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere dal pubblico, un ruolo che mi gratifica, e per il quale mi diverto a lavorare cercando di non cadere mai nei soliti clichè».

Cinema, tv, e anche molto teatro, che oltre a vederti nei panni di attore ti vede anche in qualità di autore e regista.
«È sempre molto difficile far sì che il lavoro di un giovane autore giri in circuiti importanti, ma fortunatamente ho avuto il  piacere di arrivare anche a questo obbiettivo, e sono stato premiato dagli spettatori. Tante sono le soddisfazioni che mi prendo grazie al teatro, luogo che adoro, e che attraverso il quale posso sperimentare molto. Un luogo dove trovo il giusto equilibrio recitativo per poi tornare ad interpretare il ruolo del cattivo per il cinema e per la tv. È qui che ho imparato la disciplina della recitazione, è qui che ho fatto la mia gavetta».

Cosa è cambiato in questo ambiente dai tempi dei tuoi esordi ad oggi?
«Purtroppo ora c’è meno lavoro, e ci sono molti meno soldi. Non ci sono più in questo ambiente produttori che investono di tasca propria, né che hanno il coraggio di rischiare, e la qualità si è abbassata.

Sta scomparendo del tutto la meritocrazia, ma certo non racconto nulla di nuovo e non voglio neanche annoiare con i soliti discorsi. Quando ho iniziato c’erano molte più possibilità e molte più alternative, invece ora si litiga per le briciole.
Non me la sento di andare a scioperare o di protestare sui red carpet, non sono per questo genere di intellettualismi, penso che i cambiamenti si facciano sul campo.
Quello che guadagno con la tv lo rinvesto nel teatro, nella mia associazione culturale, la Nuovo Rinascimento, attraverso la quale permetto ai giovani di avere l’occasione di salire sui i palchi di ottimi teatri
».

Un consiglio per i giovani attori?
«Ho avuto fortuna, ma ho fatto anche tanta gavetta, e la gavetta è importante per la crescita personale. Anche se per un periodo posso “stare fermo”, mi sono costruito un mestiere che mi permette comunque di lavorare, ed è per questo che ora riesco a scrivere ed a dirigere, oltre che ad insegnare, come faccio presso l’Accademia Corrado Pani.
Mi sento libero dal sistema, e questo spirito lo voglio insegnare. Non esistono carriere e strade facili, occorre realmente “costruire” il mestiere di attore, non ci si improvvisa tali. Io lo reputo come un mestiere artigianale, e come tale si impara giorno dopo giorno».

Prossimi impegni lavorativi?
«Ho da poco finito di girare, come attore, un film per il cinema, il titolo è  La banalità del crimine; a breve reciterò in due spettacoli in cartellone al Teatro Eliseo di Roma, Paura d’amarsi, in programma per i primi giorni di novembre, mentre a marzo reciterò in uno spettacolo su Frida Kahlo, dove sarò impegnato anche come regista».

#Simone