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#TwitterRenzi

26 Apr

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by  #Ignazio(Ignant)Piscitelli

#FalaPortuguês?

6 Feb

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A rivelarlo una recente ricerca dell’Instituto Camões: con 244 milioni di persone in tutto il mondo, il portoghese è attualmente la sesta lingua più parlata del pianeta e la quinta più usata in rete. Nelle reti sociali, quali Facebook e Twitter, guadagna addirittura il terzo posto.

Il sito dell’ Observatório da língua portuguesa, invece, la colloca nella quarta posizione degli idiomi più parlati al mondo, dopo il mandarino, lo spagnolo e l’inglese.

Cambiano le statistiche, i criteri ed i numeri ma la sostanza rimane invariata. E non è certo una novità che sorprende.

Il portoghese è una lingua in continua evoluzione sostanziale e grammaticale, in virtù di una necessità di equiparazione con la variante brasiliana, nonché in espansione effettiva. È, ancora, un’espressione concreta della crescita economica di nuove realtà e prerequisito essenziale per l’accesso a notevoli opportunità lavorative che si delineano, appunto, nelle ex colonie del Portogallo, l’ultimo, grande impero globale.

Parlata nei cinque continenti, il portoghese è la lingua ufficiale di ben otto paesi: Angola, Brasile, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, Portogallo, São Tomé e Príncipe e Timor-Est. L’Unesco ha stimato inoltre che il portoghese sarà la lingua europea in maggiore crescita dopo l’inglese: sembra infatti che nel 2050 saranno ben 335 milioni di persone a praticarla.

#Michela

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#Urbex!

16 Dic

 

Oltre quei cancelli, oltre quelle sbarre che ti impediscono il passaggio fisico, che non permettono ai tuoi occhi di vedere ma solo di immaginare, c’è qualcosa che ti chiama: proprio lì, dove il tempo s’è fermato, chissà da quanto. Ed è lì, dove l’accesso è interdetto, dove regnano scenari mozzafiato ancora non visti, che gli urbex arrivano.

Su infiltration.org, la prima guida all’esplorazione urbana redatta da un giovane praticante morto 8 anni fa per un cancro, quest’attività viene indicata come una forma di turismo segreto che permette di avere accesso a quel mondo inedito che giace dietro le quinte.
L’esplorazione urbana (UE) è una pratica estrosa molto diffusa, cresciuta in particolare negli ultimi due anni. La categoria di adepti è, chiaramente, un po’ clandestina, un po’ socialmente scorretta: a farvi parte sono uomini e donne praticanti mestieri “normali” ma che al termine della loro giornata lavorativa o nei fine settimana si trasformano in spericolati esploratori urbani che non riconoscono limiti e frontiere.

C’è chi è salito in cima a Notre Dame, chi è giunto fino al tetto del Sahara, un casinò chiuso a Las Vegas; e c’è chi ancora è sceso nelle profondità di un bunker, risalente alla Guerra Fredda, in Inghilterra. Il mondo è infatti pieno di troppe troppe zone delle città interdette al pubblico, spesso per motivi di sicurezza: sono rigidi e molte volte eccessivi, quasi insensati protocolli a vietare tanto fascino , destinato a marcire in un oblio perenne, in nome di paure ossessive e spesso infondate.
Ma è proprio dal divieto e dalla privazione che nasce il desiderio smodato di esplorare tutto e di riappropriarsi degli spazi, costi quel che costi. Inclusi piccoli incidenti di percorso con la giustizia. Ad ogni modo gli urbex non intendono affatto farsi cogliere in flagrante: il loro unico scopo è vivere l’ebrezza del momento, da immortalare con una fotografia o, meglio ancora, con un selfie, da condividere su Flickr e Twitter, regalando emozioni uniche a chi se ne sta al sicuro a casa e scruta il mondo attraverso un monitor.

#Michela

#InternetPerTutti

23 Ago

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Cinque milioni di persone non hanno accesso ad Internet. A rimediare una soluzione al problema ci pensa il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, il quale annuncia il lancio di ‘internet.org’, un’alleanza mondiale fra le maggiori imprese di tecnologia, il cui fine ultimo è quello di ridurre il costo dei servizi di Internet nei Paesi in via di sviluppo.

Facebook, afferma il fondatore, concede a tutti i suoi fruitori la possibilità di conoscersi e di acquisire conoscenze generali. I Paesi in via di sviluppo non sono certo facilitati nell’accesso a questa vasta rete di sapere, pertanto ‘internet.org’ si presenta come una partnership globale che mira a fornire l’accesso ad internet a chi ne è ancora sprovvisto; concretamente verrà portato avanti un processo di miglioramento della qualità, sia per quanto riguarda le componenti dei telefoni e dei computer, sia in relazione alla rete stessa, facendo sì che ad una maggiore efficienza corrispondano un minore consumo di energia e prezzi più bassi.

Poco più di un terzo della popolazione mondiale ha attualmente accesso alla rete; per includere i restanti due terzi, le imprese coinvolte nell’alleanza lavoreranno a progetti comuni, anche attraverso la sensibilizzazione e la mobilitazione dei governi.

La partnership include, oltre a Facebook, giganti come Nokia, Ericsson e Samsung; collaboreranno anche altri social network come Twitter e LinkedIn.

 

 

#Michela